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Visualizzazione dei post da 2022

ALBERTO CONTI MUORE UN ANNO FA NELLA NOTTE DEL NATALE 2021 IN PIENA TEMPESTA PANDEMICA. SETTANTANNI, INGEGNERE STRUTTURISTA, PENSIONATO DAL 2018, CICLISTA DI LUNGO RAGGIO E, SOPRATTUTTO, AMBIENTALISTA FORLIVESE CON TRENTADUE ANNI DI MILITANZA NEL WWF, RUMAGNACUMCLAJÈ LO RICORDA CON UN RITRATTO INEDITO FRUTTO DI UN'INTERVISTA DEL 2019.

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ALBERTO CONTI, FOTO DI IVANO TOGNI Agli antipodi, per dire, della faentina Linda Maggiori, Alberto Conti è sinonimo di social al minimo se non nulli, meglio la classica conferenza stampa. Come Linda a Faenza, però, Conti è centrale nel dibattito forlivese pur senza personalizzazioni. Rispetto alle istituzioni locali e regionali è dialogante, ma anche pronto allo confronto duro. Anche coi Verdi locali. Sempre però lungo il filo conduttore di una storia amministrativa della città romagnola del tutto particolare se non unica. In Romagna e forse non solo. Parlare di Conti significa infatti parlare del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì di cui l’ingegnere è coordinatore dal 2013. “Nato - recita a memoria nell’ufficio dell’Assiprov forlivese - nel 2011, sindaco Roberto Balzani (2009-14, NdA) con delibera di giunta numero 182 del 23 giugno dopo che eravamo stati già coinvolti nel ruolo di consulenza volontaria pro- amministrazione tanto rispetto alla giunta stessa qu...

DONNE IN DIALETTO CHIUDE IL 15 DICEMBRE LA SERIE RIMINESE DEDICATA ALLE POETESSE ROMAGNOLE CON I VERSI DI TURCI E AGNESE FABBRI E UN PAIO DI INTERROGATIVI SUL FUTURO DEL ROMAGNOLO E SU QUANTO DI NUOVO LE NUMEROSE POETESSE CONTEMPORANEE STANNO APPORTANDO A QUESTO FILONE DELLA LETTERATURA ITALIANA CHE EBBE GRANDI COME TONINO GUERRA E RAFFAELLO BALDINI

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Riproduzione in scala 5:1 della figura adorante  femminile detta Cuchimilco Perù, 1000-1450 d. C., Rimini, Museo della città Ripiegando sul lirico e sull’intimistico, allontanandosi cioè dalla tradizione giocosa, comica, narrativa, dialogante, ironica, se non addirittura civile, di un Baldini, di un Nadiani, di una Rocchi, anche di un Guerra, la poesia romagnola non rischia di restringere ulteriormente il suo pubblico e, di conseguenza, di limitare anche la sua capacità di allungare la vita al dialetto? Fungendo, per il dialetto, da   canto del cigno? La Romagna non è il Veneto o la Toscana. Come si osserva  nell’ultimo , 15 dicembre 2022, dei quattro incontri riminesi  della rassegna Donne in dialetto: Lingua madre e poete di Romagna,  curata da Fabio Bruschi , le protagoniste del quale sono state la meldolese Laura Turci e la lughese Agnese Fabbri, “ai romagnoli piacciono le novità e così come nel dopoguerra hanno preferito i ...

AVERE TUTTO, ULTIMO ROMANZO DI MARCO MISSIROLI, EINAUDI, NARRA DEL RITORNO DEL MILANESE SANDRIN NELLA RIMINI E NELLA ROMAGNA DELLA SUA GIOVENTÚ, DEI GENITORI E DEL PADRE IN PARTICOLARE, MA PIÚ CHE UN RITORNO ALLE RADICI É UNA DISCESA ALLA RICERCA DI SÉ. UNA RINASCITA SENZA ENFASI, SENZA RETORICA

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  A Milano lo chiamano Rimini, a Rimini quello che va e viene da Milano. Il protagonista dell’ultimo romanzo di Marco Missiroli, Avere tutto, Einaudi, è però soprattutto un romagnolo, perché la storia esonda dalla sua Rimini del passato e del presente a tutta la Romagna: da Montescudo a San Zaccaria, da Cesena a Cervia a Santarcangelo. Rimini soprattutto naturalmente, ma a modo suo il romanzo è anche un on the road sulla Renault 5 del padre, Nando, settantaduenne, ballerino sfegatato insieme alla moglie Caterina, defunta cinque anni prima. Nando pure è protagonista insieme al figlio romagnolo-milanese, Alessandro Pagliarani. Perché la storia si regge tutta sulla relazione tra i due. Dicevamo della Romagna, ma una Romagna ruvida, spaesata, disincantata, “senza cagnara”, “fiacca”. Con scorci tipo “Chissà perché a Rimini i gabbiani non urlano mai”, nel quale certamente il lettore romagnolo non potrà che inciampare. Anche perché, ci assicur...

VITTORIO SGARBI OGGETTO E SOGGETTO A FERRARA NELLA MOSTRA SUL PITTORE E SCULTORE CARLO GUARIENTI E POI ANCORA ALTRO DI QUESTA CITTÀ CHE SORPRENDE E ANNOIA ENTUSIASMA E IMMALINCONISCE

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La sorpresa maggiore di un paio di giorni a Ferrara circa tre settimane fa è stata il quadro di Vittorio Sgarbi dipinto da Carlo Guarienti, artista che l’anno prossimo compie cent’anni. Un Vittorio bravo ragazzo, tranquillo, ma anche doppio, verrebbe da dire, quale in effetti è. Si tratta di una retrospettiva che attraversa tutta la carriera di Guarienti, pittore e scultore straordinario che, partito nel dopoguerra da un rifiuto dell’arte astratta per sposare il realismo, poi però si cimenta nella geometria, nella natura morta, in sperimentalismi vari, nel surreale. " Un’arte mentale” è l’etichetta che gli assegna Sgarbi stesso, che d ella mostra  è anche il primo ispiratore.  . Le opere di Guarienti stanno alla fine del lungo e impegnativo percorso storico del castello e questo non aiuta a gustarle ed apprezzarle come meriterebbero, perché ci si arriva sfiniti. D’altra parte non si può evitare di appropriarsi dell’intero scrigno, all'...

IL PROF NO VAX DAVIDE TUTINO A SAVIGNANO PER UNA LEZIONE SULLA LIBERTÀ (E ANCHE PER IL SUO ROMANZO FANTASY INTITOLATO "IL MAGO DEL LAGO DEL DRAGO" DOVE PURE IL TEMA CARO DELLA DISOBBEDIENZA HA UN RUOLO IMPORTANTE)

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Sicuramente è  stato un Davide Tutino, il prof testimone della galassia no vax, molto diverso da quello conosciuto attraverso le interviste con i media, che so, Piazza pulita: in quelle occasioni era netto, immediatamente comprensibile e controvertibile. Quello invece di ieri sera 24 novembre 2022 nella saletta del bar del Seven Sporting Club, invitato dal factotum dell'istituzione sportiva savignanese Christian Brigliadori, appariva più scivoloso e difficile da agguantare. Per dirne una: non ha mai pronunciato la parola vaccino, e neppure mascherina. Banditi con metodo termini come sottomissione o totalitarismo del Tutino braveheart della stagione pandemica ormai alle spalle.  Al pubblico che non ha lasciato una sedia vuota, a ennesimo merito di Brigliadori e del suo fiuto per il pensiero che mobilita, ha parlato di libertà. Un tema da far tremare i polsi, ma che, vax o no vax, per un prof quale Tutino è (crediamo reintegrato dopo l'allontanamento senza stipendio per il rifiu...

ALESSANDRO DI BATTISTA A RUOTA LIBERA A SAVIGNANO SUL RUBICONE PER IL SUO LIBRO DI VOCI CONTRO IL SISTEMA OVVERO INTERVISTE AD ALESSANDRO BARBERO, TONI CAPUOZZO, ILARIA CUCCHI, MONI OVADIA, BARBARA SPINELLI E MARINA CONTE VANNINI. INTELLETTUALI E CITTADINI ORA OSTINATI ORA CONTRARI O TUTT'E DUE. TUTTI A MODO LORO ALTER EGO DELL'AUTORE

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Ora “sono giornalista e scrittore”  Alessandro Di Battista anticipa nella serata tutta per lui alla Sala Allende di Savignano sul Rubicone sabato 12 novembre 2022 invitato da Christian Brigliadori di Around Sport per la nuova serie di incontri con personalità scomode (o presunte tali) intitolata Il Centro del fiume. Poi però del suo ultimo libro, Ostinati e contrari: Voci contro il sistema, Paper First, non parlerà:  a parte l’invito a comprarlo (“Non vivo d’aria...”). A l folto pubblico squaderna solo, chiamiamolo così, il Di Battista pensiero. Qualche frammento: “L a democrazia diretta è stata demonizzata, ma un giorno vedremo quella rappresentativa come oggi la monarchia assoluta ”  (Casaleggio docet) -  “ La stampa italiana non è libera ” perché tutta controllata da potentati economici  -  No alle correnti nei partiti (“sono roba da  Pd ” ) - Vade retro Draghi (che, per dirne una,  “con l’improcedibilità ha...

ASCOLI PICENO LA SI ABBRACCIA LETTERALMENTE IN DUE GIORNI DI VISITA. RACCOLTA NEL CERCHIO DELLE SUE MURA E DEI DUE FIUMI CHE LA CIRCONDANO QUASI INTERAMENTE SI PRESENTA COME A MISURA D'UOMO PER ANTONOMASIA

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Palazzo Merli, Piazza S. Agostino Il treno per raggiungere da Cesena Ascoli Piceno si consiglia nonostante le quattro ore di regionale veloce a causa di un’attesa di mezzora ad Ancora per il cambio. La cittadina marchigiana di appena 50 mila abitanti si presta infatti ad una visita a piedi essendo principalmente chiusa nel cerchio delle sue mura storiche, di cui poco è rimasto, delle relative porte e dei suoi due fiumi. Alla stazione è inoltre prossima la tappa del tour che collega culturalmente la città marchigiana alla Romagna. Si tratta del Forte Malatesta, una struttura eretta dal poco amato capitano di ventura Galeotto Malatesta e poi sottoposta a svariate trasformazioni ultime delle quali carcere e, oggi, sede di mostre. In particolare un piccolo museo con reperti della Ascoli alto-medievale: goti e longobardi.  Certo, richiedendo la visita della città almeno due giorni, meglio depositare prim...

PROCEDE LA CORSA PER LA CREAZIONE DI UN DISTRETTO DEL BIOLOGICO A CESENA. LA CONSULTA PER L'AMBIENTE CHIEDE ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE UNO STUDIO DI PRE-FATTIBILITÁ. ATTUALMENTE L'UNICO DISTRETTO DEL BIOLOGICO ROMAGNOLO STA NELLA VALLE DEL BIDENTE E DEL RABBI

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Il seme dell'Altissimo, E. Isgrò, Milano Prosegue la marcia amministrativa che punta a creare a Cesena un distretto del biologico. La riunione della Consulta ambientale presieduta da Maurizio Pascucci del 27 ottobre ha confermato il proprio sostegno all’iter partito il 2 aprile 2021 con una mozione del Partito Democratico in Consiglio Comunale a favore di una “gestione biologica delle aree verdi pubbliche e private” e della “promozione delle produzioni agricole biologiche nel comune di Cesena”. Fece seguito una delibera del consiglio stesso un paio di giorni dopo. A larghissima maggioranza.  In seguito in seno alla giunta del sindaco Enzo Lattuca è maturata la posizione critica dell’assessore allo sviluppo economico Luca Ferrini, che alle elezioni del 25 settembre è stato candidato con il terzo polo di Calenda e Renzi, con la motivazione che si tratta di un “progetto divisivo” e che più auspicabile sarebbe un “distretto del cibo” allargato ad altri comuni e sviluppato in sinergia...

A ROVIGO UNA MOSTRA CHE ILLUSTRA LA GUERRA ANZI LE GUERRE DEL NOVECENTO ATTRAVERSO LO SGUARDO DI UN GRANDE DEL FOTOGIORNALISMO, ROBERT CAPA, MORTO QUARANTENNE SOPRA UNA MINA ANTIUOMO IN INDOCINA

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Guerra e ancora guerra nelle trecentosessantasei fotografie di Robert Capa, alias di André Friedmann, fotografo di guerra, fondatore di Magum photos, l’agenzia che unì e unisce i grandi del fotogiornalismo. Dal 8 ottobre in esposizione a Rovigo, Palazzo Roverella, fino al 23 gennaio 2023. Un’ora e cinquanta di treno da Cesena. Civili in fuga, istanti di morte, macerie, sguardi di prigionieri, brevi intervalli di pace prima, dopo, durante, cadaveri, sbarchi, euforia di vittoriosi, croci, trincee. Capa vive da fotoreporter le principali tragedie belliche del primo novecento, prima di saltare su una mina nel Viet-Nam ancora francese (1954). Questa foto della Kiev della Seconda Guerra mondiale non è la più toccante o impressionante delle tante scattate in Spagna, Italia, Normandia, Berlino, Cina per puro fine documentario. L’obbiettivo di Capa non punta mai all’opera d’arte: per stare al centro degli eventi si paracadutava letteralmente nell’occhio del ciclone, cioè del conflitto. Fo...

IL PALAZZACCIO AL QUARTIERE FIORITA SARÀ SALVATO CON PIÙ DI 350 MILA EURO UN DUE ANNI. 58 MILA SUBITO. PER IL RESTAURO FUNZIONALE CI VORRANNO ALTRI 5-6 MILIONI

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Per tenere in piedi il Palazzaccio nel quartiere Fiorita il Comune di Cesena intende stanziare più di 350 mila euro: cinquantotto mila già assegnati alla ditta Casadio di Ravenna e altri 300 mila nel 2023. Lo ha comunicato l'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Christian Castorri in commissione cultura ed è una bella vittoria per il comitato impegnato nella preservazione e nel recupero nel cinquecentesco manufatto legato alla battaglia cosiddetta del Monte tra risorgimentali e pontifici del 20 gennaio 1832. Non mancano però altre soddisfazioni morali per il gruppo guidato da Cesare Benedetti e Antonio Dal Muto che per questo risultato si impegna con particolare tenacia da almeno un biennio. Val la pena di ricordare in particolare che appena nel 2020 il Palazzaccio rischiò di essere trasformato in edilizia residenziale col beneplacito, nella sostanza, del Consiglio di quartiere Fiorenzuola e perfino, benchè solo in parte, di Italia Nostra. L’assessore inoltre ha riconosciut...

UN WEEK END A REGGIO EMILIA DA CESENA TI REGALA L'ILLUSIONE DI VIAGGIARE LONTANO TANTO È LA CITTÁ PADANA GENEROSA E SORPRENDENTE

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Cultura, cibo e gentilezza sono la trimurti di un week end a Reggio Emilia. Che rispetto a Cesena sta all’interno di quel raggio magic o di 150 km di treno e/o autostrada tale da rendere questa città al centro della Pianura padana e prevalentemente percepita come passaggio verso mete più attrattive come Bologna o Milano, letteralmente a portata di mano. Entrandoci però, e lasciandovi alle spalle la stazione e quindi imboccando la pedonale via Emilia per immergervi nella sobria quotidianità di un ordinario sabato cittadino con le bancarelle e le chiacchiere e i ristoranti che in questo ottobre ancora invadono strade e piazze, la città vi inghiottirà talmente con le sue offerte, il buon gusto della sua accoglienza e, vorremmo dire, anche con la sua generosità da domandarvi alla fine del tour: ma davvero siamo stati tanto lontani da casa in così poco viaggiare? Partiremo dalla fine: alla domenica mattina, ore 10,30, alla Collezione Maramotti, fu...

PRODIGY KID È LA STORIA PER IMMAGINI E FORME E INSTALLAZIONI Di DUE VISIONARI UNITI DALLA INTERPRETAZIONE RIVOLUZIONARIA DEL MOSAICO INTESO COME RICOMBINAZIONE LIBERA DELL'ESSERE E DELL'ESISTERE. FINO AL CONFINE DEL DISSACRANTE ED INEVITABILMENTE OLTRE

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In fondo la mostra Prodigy Kid, inaugurata oggi 7 ottobre al Mar di Ravenna all’interno della ravennate Biennale di Mosaico Contemporaneo, che è disseminata in un pulviscolo di sedi ravennati e oltre, non è altro che una storia.  Quella di due artisti, Francesco Cavaliere e Leonardo Pivi, ciascuno col proprio percorso, astratto e concettuale uno, decisamente più figurativo l’altro, che convergono in opere a quattro mani spinti dal condiviso gusto dell'assemblare e ricombinare materiali, oggetti, tecniche musive varie, simboli e, inevitabilmente, a seguito di qualcosa di etichettabile come una sorta di colpo di fulmine artistico tra anime gemelle e complementari, le loro stesse creatività. La parola chiave per entrambi, singolarmente e insieme, è ibridazione, mentre Galeotto del loro fondersi è stato, appunto, il Prodigy Kid. Che è un ibrido per eccellenza: in pratica un mostro in senso classico, cioè un essere forse ispirato da qualcosa d...

FORMIGNANO RIVISITATO DAL WORKSHOP SVOLTOSI A GIUGNO 2022 A CESENA ED ESPOSTO A VILLA TORLONIA, SAN MAURO PASCOLI, IL 16-18 SETTEMBRE, DIMENTICA IL LAVORO DI CHI ALLA MEMORIA E AL RECUPERO DELLA STAGIONE MINERARIA DI CESENA STA DEDICANDO DA DECENNI RICERCHE E STUDI SENZA I QUALI FORSE DI FORMIGNANO OGGI NEPPURE SI PARLEREBBE

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Dopo quasi un ventennio di fare e disfare la tela di Penelope del recupero del borgo minerario cesenate di Formignano nella frazione di Borello vive un nuovo inizio grazie al workshop internazionale svoltosi a Cesena nel giugno 2022, le cui conclusioni sono state esposte il 16-18 settembre a Villa Torlonia, San Mauro Pascoli, in occasione della Festa dell’architettura 2022 . La visione minimalista, però, che ha ispirato il lavoro del gruppo di studenti della facoltà di architettura e professionisti di chiara fama, in quanto tutta affidata al ruolo precipuo delle due componenti del sito rappresentate dai resti degli edifici e dalla incombente e pervasiva vegetazione che ormai li annichilisce, non può soddisfare.  Presumibile che pochissimi cesenati avranno visitato la mostra nella sala delle Tinaie, perché l'etereo assessorato di Cesena , che pure ha patrocinato l’evento,  non  l’ ha poi sostanzialmente pubblicizzato, nonostante Formignano, be...

LA MOSTRA TEMPORANEA SULLA MARCIA SU ROMA A PREDAPPIO MERITA DI ESSERE VISITATA MA SE ANNACQUI IL FASCISMO SUL TEMA DELLA VIOLENZA IL GIOCO DIVENTA FACILE PER TRASFORMARLO IN UN EVENTO MENO PERNICIOSO DI COME FU

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La mostra O Roma o Morte a cura di Franco D’Emilio e Francesco Minutillo visitabile nel paese natale di Benito Mussolini, Predappio, Fc, fino al 4 novembre al venerdì, sabato domenica e festivi non è apologia di fascismo, ma dal punto di vista storico esprime un difetto perfino peggiore. Giovedì 15 settembre se ne parlerà a Piazza pulita grazie ad una visita in loco dei giornalisti di Formigli e ciascuno potrà farsene un’idea . Il nostro appunto è questo: la mostra non pone nel dovuto e corretto rilievo la violenza sistematica delle squadre fasciste ai danni di tutto ciò che riguardava il movimento socialista, sindacale e associativo della sinistra di allora, e pure degli slavi, che scattò con una progressività incontenibile e mirata a partire dal 1921 ed in particolare dall’inizio del 1922 . D’Emilio, classe ’51, una vita ai Beni culturali, guidandoci da vero signore e competente di cultura e storia per la mostra ci convince in pieno sul val...

RIMINI DI ULRICH SEIDL RACCONTA L'EPICA DELLA SOLITUDINE ATTRAVERSO LE TRAVERSIE DI UN PERSONAGGIO CHE EPICO NON APPARE MA CI CONQUISTA

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Rimini di Ulrich Seidl è un film sulla solitudine. Certo, il protagonista, Ritchie Bravo, non è un giovanotto e ha vissuto lune più smaglianti come cantante da balera e sex bomb, ma questo aspetto declinante della sua figura costituisce solo un ingrediente aggiuntivo. Si sa, del resto, che anzianità e solitudine sono spesso ancelle. Il fatto è però che in Rimini tutti sono soli con la propria pena che materialmente può consistere nella cura della madre inferma, nell’inseguimento vano in età avanzata dei miti del la gioventù o semplicemente in un deficit di sesso (perché la libido non muore mai) tamponato come riesce. E come gli altri Ritchie (Michael Thomas) è solo: solo in compagnia del suo arraffare denaro da qualsiasi fonte sfruttabile, onesta o meno, propria o altrui. Perché  tutto è per lui all’incanto: la propria appannata celebrità, le sue indubbie qualità canore, la sua residua potenza sessuale: il tutto al servizio di un mon...