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Visualizzazione dei post da marzo, 2024

PERCHÉ LA PRESENZA NEI RANGHI AMMINISTRATIVI E DELLE ISTITUZIONI CIVILI ASSOCIATE ALL'AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITÁ DI AMBIENTALISTI CON FUNZIONI TECNICHE NON HA IMPEDITO ALL'EMILIA-ROMAGNA DI FIGURARE IN TESTA NELLA GRADUATORIA DEL CONSUMO DEL SUOLO? RISPOSTA: OGGI IL PRESIDENTE DELL'EMILIA-ROMAGNA BLOCCA, A SEGUITO DEI DISASTRI CAUSATI DALL'ALLUVIONE DEL MAGGIO 2023, NUOVE E DA TEMPO CONTESTATE URBANIZZAZIONI E ANNUNCIA LA NECESSITÁ DI CAMBIARE ROTTA NELLE PREVISIONI EDIFICATORIE, MA IERI ERA PROPRIO LA POLITICA CHE MINAVA DIVIETI E LIMITI EDIFICATORI IN SPAZI SCONSIGLIATI E IL TEORICO FRENO DELLA LEGGE URBANISTICA REGIONALE SUL CONSUMO DEL SUOLO DEPOTENZIANDO L'AZIONE DEL CONSORZIO DI BONIFICA E SOPRATTUTTO DELL'AUTORITÁ DI BACINO E DIMENTICANDO IL RUOLO CENTRALE DELLA COLLINA E DELLA MONTAGNA, LE CUI FERITE PERALTRO RESTANO ANCORA OVUNQUE VISIBILI, NELLA GESTIONE DELL'ASSETTO IDROGEOLOGICO REGIONALE

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Cesena, area ex-zuccherificio presso il Savio Tanta costruttiva presenza ambientalista negli organi politici, amministrativi e della società civile dell'Emilia Romagna non ha impedito  alla regione , all'indomani dell'alluvione del maggio 2023, di essere imputata, pur riconoscendo l’attenuante dell’eccezionalità dell’evento meteorologico, per il consumo di suolo, oltre che per l’insufficiente cura dei suoi crinali a ridosso della pianura e per avere  costruito o intender costruire in aree inadatte . Aree magari allagate durante il disastro. In particolare, istituzioni regionali quali il Consorzio di bonifica e l'Autorità di bacino sono accusate di aver deragliato rispetto ai propri compiti per eccesso di sottomissione alla politica. La stessa  volontà del presidente della regione Stefano Bonaccini di bloccare edificazioni contestatissime da un certo mondo ambientalista  nel faentino e a Castel Bolognese, annunciando contestualmen...