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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

MONTEREALE, COMUNE DI RONCOFREDDO, FORLì-CESENA, ECCOCI AD UNA INTERESSANTE FOLLIA ROMAGNOLA, FIGLIA DI UN MIX DI IDEE BUONE, IDEE STRAMPALATE E TUTTA L'ARIA DI ESSERE ABBANDONATA. ANCORA INCREDIBILMENTE INTATTA CI RACCONTA DI UNA IMPRENDITORIA ROMAGNOLA CARICA DI DENARO, BUONE INTENZIONI MA BISLACCA. CON QUALE FUTURO?

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Ci stanno dettagli degni di nota, tanta fantasia, perfino una sensibilità ambientale e una narrazione per niente fuori luogo, ma anche tanto kitsch e una dose, diremmo in Romagna, di sbrocco in eccesso. L’amico Mauro di Montereale mi conduce alla Stazione di Montereale, di cui dal borgo del Comune di Roncofreddo vediamo solo l’orrore della fila di alberi capitozzati, che poi sono ulivi calabresi importati in terra di Romagna con quale legalità sarebbe bello sapere. Da Montereale raggiungi il sito in un paio di minuti di auto per visitarlo nei dettagli. Tanto più adesso che sembrerebbe abbandonato e privo di vigilanza al punto da considerare un miracolo trovarlo ancora non deturpato o peggio saccheggiato. La narrazione merita plauso perché il sito, mi spiega Mauro, è immaginato come il capolinea di una tratta mare-colline che parte da Cesenatico, dove Juri, l’imprenditore artefice del capolavoro, tra virgolette, da tutti nella zona chiamato così, ha un bagno. E arriva fino a questa balz...

IN THE SEA UN DODICENNE PALESTINESE DI RAMALLAH, CISGIORDANIA, SFIDA IL DIVIETO ISRAELIANO DI RAGGIUNGERE E VEDERE IL MARE. NO, NON PROPRIAMENTE UNA SFIDA CONTRO ISRAELE. CONTRO IL DIVIETO. MA NEL SUPERAMENTO DEI POSTI DI BLOCCO COSÌ COME NELL'ATTRAVERSAMENTO DI TEL AVIV INSCENA, VORREMMO DIRE INVOLONTARIAMENTE, CON LA PREPOTENZA DI UN PURO ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA, IL DRAMNA DELL'APARTHEID E DELLA DISCRIMINAZIONE DI UN POPOLO

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La storia di  The Sea, film di  Shai Carmeli Pollak uscito nel settembre 2025 ma il  6 maggio 2026 portato dalla giornalista Giulia Innocenzi & friends nelle sale di tutt’Italia, non  è di quelle che più indignano e sconvolgono su Israele, Gaza e dintorni. L’incremento ormai senza freni inibitori, né politici né morali, del le pratiche  di genocidio, pulizia etnica e apartheid ai danni dei palestinesi a Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme est dopo il 7 ottobre 2023 è  attestato da inchieste, documentari, film e libri che documentato fatti, circostanze e testimonianze ben più brutali.   Il protagonista però di The Sea, film tutto farina del sacco di Israele stesso, è un bambino palestinese di dodici anni, Khaled ( Muhammad Gazawi).  Ed è certo anche grazie a questo ingrediente che il lungometraggio s'è conquistato una sua significativa nicchia nell’iconografia cinemotografica delle ingiustizie e crudeltà israeliane in quella regione. Le ...

MURALES DEGLI STUDENTI DELL'ARTISTICO CARAVAGGIO, MILANO, NEL QUARTIERE SESTESE VITTORIA CONTRO GUERRA, CEMENTO E A MEMENTO DEL CLIMATE CHANGE.

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Quest’anno i giovani del liceo artistico Caravaggio di Milano sono cresciuti dal punto di vista dell’efficacia del messaggio. Vanno infatti diritto al punto nei tradizionali murales del rione Vittoria di questo 2026 di guerra mondiale a pezzi ormai senza freni e, anzi, rivendicata come una medicina. Mentre l’allarme clima si fa sempre più ultimativo.  Zerotolleranti rispetto a distrazioni di colori, simboli e orpelli vari, gli studenti del liceo artistico sembrano dire quest’anno: cari autocrati bellicosi della terra, cari afoni leader delle democrazie, state sfasciando il mondo, ma non crediate che, siccome la nostra è la stagione delle mele, affacciandoci romanticamente alla finestra non vediamo i massacri di civili e innocenti, il genocidio in corso, il clima cacciato in fondo alle priorità e i crescenti investimenti per la Guerra che chiamate Difesa.  Per noi pace, giustizia e sostenibilità non sono solo politica politicante: per noi sono sopravvivenza, vita, speranza. Che...

LETTERE GIALLE (YELLOW LETTERS) DI İLKER ÇATAK SONO LE LETTERE DI LICENZIAMENTO, QUELLE CHE RICEVONO AZIZ E DERYA, MARITO E MOGLIE, DOCENTE E DRAMMATURGO LUI ATTRICE LEI, PER NON ESSERE IN SINTONIA COL REGIME DA ERDOGAN IMPOSTO ALL'INDOMANI DEL FALLITO COLPO DI STATO DEL 2016 E LA SUCCESSIVA STRETTA AUTORITARIA OPERATA DAL SULTANO. UNA TESTIMONIANZA DRAMMATICAMENTE FORTE DELLA DURA VITA DEGLI INTELLETTUALI, IN QUESTO CASO TURCHI, QUANDO LA DEMOCRAZIA NON È PIÙ COMPLETA

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Derya e Aziz Sarebbe bello leggere qualche recensione di Lettere gialle (Yellow letters) di İLKER ÇATAK, nelle sale dal 30 aprile, che premetta, almeno per inciso, che la vicenda del film è diretta espressione del regime repressivo imposto in Turchia dall’attuale presidente Recep Tayyip Erdoğan all’indomani del fallito colpo di stato del 2016 che ha fornito all’autocrate il pretesto per avviare una stretta autoritaria nel paese in particolare con la riforma costituzionale dell’anno dopo (2017). La quale ha rafforzato notevolmente l’esecutivo (Erdogan), indebolendo l’equilibrio dei poteri, in primis quello della magistratura, e allargato in maniera pervasiva il controllo sulle istituzioni culturali, sui media e sul libero pensiero nella società turca. Che non è più una democrazia… Perché, se no, non si capisce proprio come possa accadere quello che accade nel film. Che un docente e autore teatrale e un’attrice, marito e moglie, Aziz e Derya, interpretati rispettivamente da  TANS...