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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

IN IL QUIETO VIVERE, ALL’ELISEO, CESENA, IL 1 APRILE, IL REGISTA CALABRESE GIANLUCA MATARRESE METTE IN SCENA IL DRAMMA DEL SUO CLAN FAMIGLIARE SPACCATO E PARALIZZATO DA INSANABILE ODIO INTERNO. RECITANO I FAMIGLIARI STESSI, LE DUE DONNE IN PARTICOLARE: MOGLIE E COGNATA. OPERA COME CATARSI MA FORSE È ANCHE METAFORA DI UNA CONDIZIONE PIÙ GENERALE DI DIVISIONE E IMMOBILITÀ. ALLO SPETTATORE LA SCELTA

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La crepa alla base della locandina esprime la spaccatura che divide la famiglia, anzi il clan, di Gianluca Matarrese, regista calabrese e autore insieme a Nico Morabito di Il quieto vivere, storia ruvida, uscita nelle sale in questi giorni, di due donne, cognata e moglie, in irriducibile scontro. Psichiatria e psicoterapia possono forse soccorrere per comprendere le ragioni.  Di certo c’è che siamo in un minuscolo crocevia sociale calabrese di 70 anime tutte imparentate e tutte più o meno inchiodate dal nocivo miasma di quell’insanabile odio  tra le due. E che  Matarrese, presentandolo al Palazzo del cinema di Milano, ha assegnato al film un doppio significato. Il primo è forse più una funzione. Funge cioè da catarsi. È il termine usato più volte dal regista. Nel senso preciso che, essendo la troupe i famigliari stessi, la mimesis ha fatto da prevenzione a tragedie vere. Il regista ne è certo. Anche però rappresenterebbe qualcosa che va oltre il qui e ora della Calabria p...

DOMANI INTERROGO DI UMBERTO CARTENI CON ANNA FERZETTI (LA GRAZIA) PROTAGONISTA CI RAPPRESENTA LA SCUOLA DEI SOGNI, QUELLA DELL'EMPATIA ESTREMA, DELL'ASCOLTO E DELLA FELICE INTESA TRA UNA PROF E LA SUA RIOTTOSA CLASSE. INSOMMA UNA SCUOLA IN CUI SU OGNI ALTRA PRIORITÁ DOMINA LA RELAZIONE. UN FILM PROFONDAMENTE ISPIRAZIONALE. A PATTO DI NON PRENDERLO COME ORO COLATO.

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Domani interrogo di  Umberto Carteni  non ha nulla del docufilm.  Daniele Gualdi , presentandolo all' Eliseo di Cesena  accanto all'attrice protagonista,  Anna Ferzetti , che fa la parte della prof, h a accennato ad un pizzico di parentela col genere. In effetti la  trama è sottile e la stessa attrice ha confermato riguardo al ruolo importante dell’improvvisazione da parte dei giovani e bravissimi attori. Della realtà della scuola però il film non documenta affatto.  Il che però costituisce  il suo massimo pregio. E anche la ragione per cui questo lungometraggio uscito nelle sale un mese fa meriterebbe un successo maggiore. Non solo di essere proposto per la fortunata rassegna cesenate di  Cinemanimamente . Con cioè  psicologi  e dintorni. Domani interrogo rappresenta infatti in una  tranche d’ecole  la scuola da sogno (nel senso letterale della formula) che molti vorrebbero ma che largamente non abbiamo. Una scuola cio...

GOOD BOY DI JAN KOMASA CI PARLA DELLA FAMIGLIA, DEL NIDO COME FUCINA DI EMPATIA E SOLIDARIETÀ MA COI MEZZI DELLA RIEDUCAZIONE IN STILE ARANCIA MECCANICA. L'INTERROGATIVO SE LA FORZA GIUSTIFICHI LE MIGLIORI INTENZIONI SEMBRA INCONTRARE IN QUESTO FILM UNA RISPOSTA POSITIVA. UN FILM FIGLIO DEI TEMPI?

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Nella prima mezzora di Good boy di Jan Komasa in uscita nelle sale nel marzo 2026 inevitabile che scatti il suggerimento di Arancia meccanica , con quel ragazzaccio che nelle sue notti da sballo ne fa d’ogni, ma un bel giorno entra forzatamente in un trial rieducativo non proprio convenzionale  À la guerre comme à la guerre. Il celebre cult movie di Kubrik , tratto dal romanzo di Anthony Burgess , cede poi però il posto a prodotti di riconducibile discendenza dal capolavoro di cinquantacinque anni fa, ma più di serie, più intrisi di noir o thriller. Viene in mente Locked (2025) con un terribile Anthony Hopkins nel ruolo di rieducatore “con altri mezzi” vessato dai ladruncoli o semplicemente folle, e Bill Scarsgard nella parte del giovanotto malcapitato cascato nelle grinfie vendicative dell’anziano. In Goodboy la vittima-protagonista, Tommy , è Anson Boon , 26 anni appena compiuti, la faccia scanzonato come nel film. L'aguzzino è interpretato dall’ottimo Stephen Graham .  ...