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Visualizzazione dei post da ottobre, 2022

A ROVIGO UNA MOSTRA CHE ILLUSTRA LA GUERRA ANZI LE GUERRE DEL NOVECENTO ATTRAVERSO LO SGUARDO DI UN GRANDE DEL FOTOGIORNALISMO, ROBERT CAPA, MORTO QUARANTENNE SOPRA UNA MINA ANTIUOMO IN INDOCINA

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Guerra e ancora guerra nelle trecentosessantasei fotografie di Robert Capa, alias di André Friedmann, fotografo di guerra, fondatore di Magum photos, l’agenzia che unì e unisce i grandi del fotogiornalismo. Dal 8 ottobre in esposizione a Rovigo, Palazzo Roverella, fino al 23 gennaio 2023. Un’ora e cinquanta di treno da Cesena. Civili in fuga, istanti di morte, macerie, sguardi di prigionieri, brevi intervalli di pace prima, dopo, durante, cadaveri, sbarchi, euforia di vittoriosi, croci, trincee. Capa vive da fotoreporter le principali tragedie belliche del primo novecento, prima di saltare su una mina nel Viet-Nam ancora francese (1954). Questa foto della Kiev della Seconda Guerra mondiale non è la più toccante o impressionante delle tante scattate in Spagna, Italia, Normandia, Berlino, Cina per puro fine documentario. L’obbiettivo di Capa non punta mai all’opera d’arte: per stare al centro degli eventi si paracadutava letteralmente nell’occhio del ciclone, cioè del conflitto. Fo...

IL PALAZZACCIO AL QUARTIERE FIORITA SARÀ SALVATO CON PIÙ DI 350 MILA EURO UN DUE ANNI. 58 MILA SUBITO. PER IL RESTAURO FUNZIONALE CI VORRANNO ALTRI 5-6 MILIONI

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Per tenere in piedi il Palazzaccio nel quartiere Fiorita il Comune di Cesena intende stanziare più di 350 mila euro: cinquantotto mila già assegnati alla ditta Casadio di Ravenna e altri 300 mila nel 2023. Lo ha comunicato l'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Christian Castorri in commissione cultura ed è una bella vittoria per il comitato impegnato nella preservazione e nel recupero nel cinquecentesco manufatto legato alla battaglia cosiddetta del Monte tra risorgimentali e pontifici del 20 gennaio 1832. Non mancano però altre soddisfazioni morali per il gruppo guidato da Cesare Benedetti e Antonio Dal Muto che per questo risultato si impegna con particolare tenacia da almeno un biennio. Val la pena di ricordare in particolare che appena nel 2020 il Palazzaccio rischiò di essere trasformato in edilizia residenziale col beneplacito, nella sostanza, del Consiglio di quartiere Fiorenzuola e perfino, benchè solo in parte, di Italia Nostra. L’assessore inoltre ha riconosciut...

UN WEEK END A REGGIO EMILIA DA CESENA TI REGALA L'ILLUSIONE DI VIAGGIARE LONTANO TANTO È LA CITTÁ PADANA GENEROSA E SORPRENDENTE

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Cultura, cibo e gentilezza sono la trimurti di un week end a Reggio Emilia. Che rispetto a Cesena sta all’interno di quel raggio magic o di 150 km di treno e/o autostrada tale da rendere questa città al centro della Pianura padana e prevalentemente percepita come passaggio verso mete più attrattive come Bologna o Milano, letteralmente a portata di mano. Entrandoci però, e lasciandovi alle spalle la stazione e quindi imboccando la pedonale via Emilia per immergervi nella sobria quotidianità di un ordinario sabato cittadino con le bancarelle e le chiacchiere e i ristoranti che in questo ottobre ancora invadono strade e piazze, la città vi inghiottirà talmente con le sue offerte, il buon gusto della sua accoglienza e, vorremmo dire, anche con la sua generosità da domandarvi alla fine del tour: ma davvero siamo stati tanto lontani da casa in così poco viaggiare? Partiremo dalla fine: alla domenica mattina, ore 10,30, alla Collezione Maramotti, fu...

PRODIGY KID È LA STORIA PER IMMAGINI E FORME E INSTALLAZIONI Di DUE VISIONARI UNITI DALLA INTERPRETAZIONE RIVOLUZIONARIA DEL MOSAICO INTESO COME RICOMBINAZIONE LIBERA DELL'ESSERE E DELL'ESISTERE. FINO AL CONFINE DEL DISSACRANTE ED INEVITABILMENTE OLTRE

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In fondo la mostra Prodigy Kid, inaugurata oggi 7 ottobre al Mar di Ravenna all’interno della ravennate Biennale di Mosaico Contemporaneo, che è disseminata in un pulviscolo di sedi ravennati e oltre, non è altro che una storia.  Quella di due artisti, Francesco Cavaliere e Leonardo Pivi, ciascuno col proprio percorso, astratto e concettuale uno, decisamente più figurativo l’altro, che convergono in opere a quattro mani spinti dal condiviso gusto dell'assemblare e ricombinare materiali, oggetti, tecniche musive varie, simboli e, inevitabilmente, a seguito di qualcosa di etichettabile come una sorta di colpo di fulmine artistico tra anime gemelle e complementari, le loro stesse creatività. La parola chiave per entrambi, singolarmente e insieme, è ibridazione, mentre Galeotto del loro fondersi è stato, appunto, il Prodigy Kid. Che è un ibrido per eccellenza: in pratica un mostro in senso classico, cioè un essere forse ispirato da qualcosa d...