NESSUN DOLORE DI GIANNI AMELIO, FILM 'VENEZIANO' PRESENTATO AL FUORICINEMA MILANESE DI QUEST'ANNO, È UN FILM POETICO CHE AMELIO INVITA A DECODIFICARE ATTRAVERSO UNA POESIA DI MARIO LUZI. È PERÒ ANCHE UN FILM BATTAGLIERO E PERFINO PROVOCATORIO SU UN TEMA CHE AL REGISTA STA PARTICOLARMENTE A CUORE: QUELLO DEI MIGRANTI. BASTI PENSARE A LAMERICA DEL 1994. UN TEMA NEL QUALE NELL'ARCO DI UN TRENTENNIO S'È INFILATO L'ODIO. E TUTTAVIA NESSUN DOLORE, NELLE NOSTRE SALE DAL 24 SETTEMBRE, FA ANCHE RIMA CON SPERANZA
Amelio a Fuoricinema Nel film Nessun dolore di Gianni Amelio, Venezia 2026, Valeria Golino, nelle vesti di Elsa, docente universitaria, legge agli studenti la poesia di Mario Luzi, che il regista ha recitato presentando in anteprima il lungometraggio al milanese Fuoricinema di quest'anno. I primi versi suonano così: A volte si tocca il punto fermo e impensabile dove nulla da nulla è più diviso, né morte da vita né innocenza da colpa, e dove anche il dolore è gioia piena... Ebbene, a Milano e pure certamente anche a Venezia, Amelio questi versi li ha suggeriti al pubblico come chiave di lettura del film e in particolare della dolorosa odissea di Davide (Alessandro Borghi), libraio dell’usato con l’edicola in una piazza di Roma e principale protagonista, che. prima di approdare a dove anche il dolore è gioia piena, dovrà attraversare un territorio tormentato da incidenti, autopunizioni, pentimenti, sensi di colpa, rabbia... Detto questo, va puntualizzat...