BLOODY TENNIS DI NIKYAS KHRYSSOS, A LOCARNO 2026 FUORI CONCORSO, È UN HORROR MOLTO TRASH. AMBIENTATO IN UNA SCUOLA DI TENNIS DOVE IN PALIO C'È LA VITA, LA PROTAGONISTA È UNA GELIDA E SPIETATA SOPHIE CHE AFFRONTA OGNI OSTACOLO E OGNI PROVA CON LA DETERMINAZIONE E LA FREDDEZZA DELLA PREDESTINATA AD UNA SORTA DI TRUCULENTA SUCCESSIONE
Sandra Guldberg Kampp La critica l’ha battezzato come l’horror di Locarno 2026, ma Bloody tennis di Nikyas Khryssos sembrerebbe più un trash. Cupo, certo, perché le giovani tenniste stregate dall’ambizione di Wimbledon da questa scuola-carcere possono uscire vive solo vincenti. Tuttavia la cifra del raccapriccio che distingue Bloody tennis nel genere è rappresentata dalla truculenza fino all’antropofagismo in stile The bones and all di Luca Guadagnino. Corde di racchette fatte con viscere animali e umane (le perdenti), riti cannibalici per chi vince più che medaglie e trofei, palle da tennis come munizioni… Tira le fila Sophie ( Sandra Guldberg Kampp), imperturbabile nella sua determinazione a superare ogni prova cominciando dal bullismo delle compagne al suo primo arrivo alla scuola fino al conflitto tra ambizione e amore che avrebbe dovuto spezzarla e invece tira diritto, procede senza titubanze come se fosse la predestinata di una successione come in certi miti fero...