CONCRETE LAND DI ASMAHAN BKERAT, APPLAUDITISSIMO DOCUFILM DELLA SEMAINE DE LA CRITIQUE DI LOCARNO 2026, RACCONTA DI UNA FAMIGLIA PALESTINESE, NONNI GENITORI FIGLI, ACCAMPATA IN GIORDANIA E QUI VITTIMA DI XENOFOBIA, SOPRUSI E RAZZISMO. STORIA DI SRADICAMENTO E FATICOSA, SE NON DISPERATA, RESILIENZA CHE COINVOLGE ANCHE PER LA FORTE CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI, I COMPONENTI STESSI DELLA FAMIGLIA.
Asmahan Bkerat Prima mondiale a Locarno 2026 all’interno della sezione Semaine de la critique, Concrete Land di Asmahan Bkerat è il frutto di un lavoro di otto anni, durante i quali la regista giordano-palestinese ha accompagnato con la cinepresa la vita quotidiana di una famiglia palestinese emigrata in Giordania, la famiglia Najar, e da lì proiettata in un destino di sradicamento. Allevatori-agricoltori, nonni, genitori, figli, i Najar sono costretti alla fuga dalla West Bank per essere anche nel paese confinante vittime di soprusi, xenofobia e razzismo. Infine costretti a sloggiare dallo scampolo di terra non ancora lottizzata dove si sono accampati, perché accanto sorgerà un’abitazione i cui proprietari non li vogliono come vicini di casa. Definire documentario Concrete Land, terra edificabile, è riduttivo. Il lungometraggio riunisce le tre generazioni dei Najar, compreso un ultimo parto proprio sul finire del documentario (quando ormai la brutalità del presente s...