IN FOTO LO SCRITTOIO PORTATILE DI LORD GEORGE GORDON BYRON AL PICCOLO MUSEO RAVENNATE DEDICATO AL POETA ROMANTICO INGLESE E AI SUOI ANNI E AMORI ITALIANI. SI TRATTA DI UN PREZIOSO CIMELIO AGGIUNGENTE UNA NOTA ULTERIORE DI MODERNITÀ AL DANDY E ALLA SUA VITA MOBILE, SENTIMENTALMENTE FLUIDA E, ANCHE POLITICAMENTE, TRAVAGLIATA. A CUI CERTO FU DI GRANDE SUPPORTO. INEVITABILMENTE IL PENSIERO VA AL NOSTRO LAPTOP SE NON ADDIRITTURA AL NOSTRO TABLET. TANTO DA INDURRE A DOMANDARSI SE SENZA QUELLO SCRITTOIO PORTATILE BYRON SAREBBE STATO UGUALMENTE BYRON.
Lo scrittoio da viaggio di Lord George Gordon Byron è una delle scoperte più sorprendenti del Byron italiano. Per l'esattezza, ravennate, perché il prezioso cimelio è esposto nelle quattro-cinque salette costituenti il Museo Byron nella città romagnola dove il poeta visse per un paio d'anni tra il 1820 e il 1821. Se infatti è vero che ogni epoca ha il suo oggetto o, come la nostra, i suoi oggetti su cui sta in piedi, che so, la staffa nel medioevo e lo smartphone oggi, beh, come non vedere in questo strumento di lavoro dell'autore romantico in fuga, pardon in esilio, dalla sua Inghilterra, qualcosa senza cui Byron non sarebbe stato Byron? Il lungo viaggio fino a Venezia, gli amori innumerevoli in questa città, non ultimo quello con la sorellastra Augusta e, naturalmente, Teresa Gamba Guiccioli, giovanissima ma sposata col ricco Alessandro, nel cui palazzo ravennate Byron visse (il museo ha pure recuperato una parete affrescata con Venere e cupido e altro per volontà di Byr...