I VERDI ROMAGNOLI NELLE ULTIME TORNATE ELETTORALI HANNO SCELTO L’ABBRACCIO COL PD CONDANNANDOSI AL NANISMO E ALL’IRRILEVANZA. OLTRE CHE CONTRADDICENDO I PROPRI VALORI SULL'AMBIENTE. COMPLICE L'OSSESSIONE SALVINI MA ANCHE UN'OSCURA FUGA DALL'OBBLIGO DI DISTINGUERSI IN MODO INEQUIVOCABILE SECONDO L'ESEMPIO DEI GRUNEN TEDESCHI FACENDO EMERGERE FIGURE PRO-AMBIENTE POPOLARI IN MODO TRASVERSALE
Candidati Verdi a Cesena, elezioni regionali gennaio 2020 Linda Maggiori, blogger e scrittrice ambientalista faentina, si dichiara “amaramente” pentita di essersi candidata come Europa Verde al seguito di Stefano Bonaccini, dal 26 maggio 2020 bi-presidente della Regione Emilia Romagna. S’è accorta infatti che l’impegno del Partito Democratico di non consumare più suolo, favorire la mobilità sostenibile e ridurre i combustibili fossili sta più nelle parole che nei fatti. E allora... è ora di parlare dei green romagnoli. E del disastro in cui versano. In generale non hanno di che gioire i Verdi emiliano-romagnoli per lo striminzito 1,95% delle ultime regionali svoltesi in piena temperie di allarme climatico. L’ingresso in consiglio della giornalista Silvia Zamboni grazie al collegio bolognese e a 790 preferenze forse può consolare un po’ nonostante peggio di lei abbia fatto solo il secondo eletto cinquestelle. Non certo però illudere di imporre a Bonaccini la svolta radica...