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Visualizzazione dei post da 2024

IL 9 DICEMBRE 1974, CINQUANT'ANNI FA, NASCEVA PIPPA BACCA, L'ARTISTA MILANESE UCCISA A TRENTATRE ANNI IN TURCHIA DURANTE IL SUO VIAGGIO IN AUTOSTOP VESTITA DA SPOSA ATTRAVERSO UNDICI PAESI TUTTI IN QUALCHE MODO INTERESSATI DA VICENDE DI GUERRA. PORTAVA UN MESSAGGIO ESTREMO DI PACE NEL MODO SUO TIPICO: CREANDO, PROVOCANDO, SFIDANDO. LA SCELTA DELL'AUTOSTOP, EREDITATA DALLA FAMIGLIA, ESPRIMEVA LA VOLONTÁ DI AFFERMARE UNA ESTREMA FIDUCIA NEL PROSSIMO

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Il 9 dicembre di 50 anni fa nasceva Pippa Bacca, la trentatreenne artista milanese uccisa l'8 marzo 2008 a pochi km da Istambul da Murat Karatash mentre attraversava uno degli undici paesi interessati in qualche modo dalla guerra del suo Brides on tour. Era infatti vestita da sposa: undici veli quanti i paesi, tacchi a spillo e in autostop.  Arte e vita il suo destino. Il viaggio era un messaggio di pace nel modo suo: creativo e provocatorio. Come tutto ciò che riguardava la sua esistenza. Non ultime le sue opere d'arte: foto di chi le offriva un passaggio trasformate in mezzi di trasporto, foglie di fico che diventano foglie di altro albero, una festa di compleanno dei nati nel suo giorno (presidente della repubblica Ciampi compreso e invitato), la fondazione del Coniglio rosa, l'alter ego Eva Adamovich ecc. Il Ferrara Buskers festival quest'estate le ha dedicato una performance di lettura e musica. Brani, circostanze aneddoti pensieri di questa illustre vittima di fem...

VISITA DEL TEATRO COMUNALE DI CARPI. UN’ESPERIENZA UNICA GRAZIE A SARA E RICCARDO CONOSCITORI IN OGNI DETTAGLIO DELL'EDIFICIO E DEL SUO FUNZIONAMENTO. DI CUI CI HANNO SVELATO OGNI SEGRETO DI QUELLA COMPLICATA MACCHINA CHE È UN TEATRO LIRICO

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Conoscere un teatro da  cima a fondo. Il teatro comunale a Carpi, Modena, nel corso della Festa del Racconto 2024. Una visita guidata dalla bravissima e generosa Sara, attrice oltre che attiva nello staff da un quarto di secolo, ma anche da Riccardo, giovane tecnico di quella complicata macchina che è un teatro lirico, ci ha aperto i segreti di un edificio realizzato da Claudio Rossi ed inaugurato nel 1861. Come spesso i teatri si presenta composto e austero all’esterno per via dello stile neoclassico quasi a voler nascondere le proprie bellezze. L’interno è poi una collana di sorprese. E grazie a Sara e Riccardo nessuna ci è stata negata. Non si sono accontentati, i due, di guidarci fino nella platea dopo essere passati per il foyer e il ridotto. La contemplazione del soffitto affrescato come tutte le decorazioni dei loggioni da Giuseppe Ugolini già da sola meriterebbe la visita. Riproduce le quattro arti legate al teatro, commedia, tragedia, danza e musica, nelle fattezze di bell...

IN IL GIARDINO DI ALI, SECONDO ROMANZO DI GIUSEPPE CONTI CALABRESE, UN SUFI EGIZIANO APPRODA A VILLA HECH, IMMAGINARIA RESIDENZA NOBILE SUL LAGO DI COMO, LA CUI PROPRIETARIA É CECILIA RIVA, ULTIMA RAMPOLLA DI UNA DINASTIA DI INDUSTRIALI DELLA SETA. NASCE UNA STORIA D'AMORE IL CUI PRIMO FRUTTO É LA REALIZZAZIONE DI UN GIARDINO ISLAMICO, LUOGO MISTICO DI UN AVVICINAMENTO A DIO CHE ALI MANSOUR, ARCHITETTO E APPASSIONATO IDEALISTA, PERSEGUE IN OGNI ASPETTO DELLA VITA. ANCHE NELL'ANELITO AL DIALOGO INTER-RELIGIOSO COL CRISTIANESIMO E, NELLA TEMPERIE DELLA PRIMAVERA ARABA DEL 2011, AD UN DESTINO DIVERSO PER IL SUO PAESE DALL' AUTORITARISMO E DALL'INGIUSTIZIA

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Parliamo di religione musulmana? Di islam? Tutto sommato la cronaca invoglia poco. Ci costringe invece ad allargare il focus sul Allahu Akbar il secondo romanzo di Giuseppe Conti Calabrese, Il giardino di Ali, Castelvecchi, 2024. Dopo il primo ambientato a Milano, il narratore milanese ci conduce infatti all'inizio sulle rive del lago di Como in faccia a Bellagio e in una immaginaria villa Hech, gioiello neorinascimentale e nido lussuoso di Cecilia, ultima rampolla di una dinastia di industriali della seta, e di Riccardo, fascinoso buyer e marito. Da qui però prende il volo nella geografia e nel pensiero. Perché a villa Hech, per traversie varie, ma in fondo proprio perché Allah è grande e in lui sta tutto il bene e il male del mondo, approda Ali Mansour, un sufi. Dall’Egitto. Non è un migrante. Semmai un profugo. Ali è di ottima famiglia e studi solidi di architettura al Cairo e a Firenze. Mai descritto eppure certamente infuso della bellez...

LE MALEFATTE, LE ANGHERIE E LA PERFIDIA PERPETRATE AI DANNI DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE DELLA CISGIORDANIA DA PARTE DEI COLONI ISRAELIANI E SOSTANZIALMENTE DAL GOVERNO NETANYAHU SONO STATE ILLUSTRATE DOMENICA 22 SETTEMBRE AL CASTELLO DI SORRIVOLI DAL MILITANTE ISRAELIANO GUY BUTAVIA CHE ALL'INTERNO DELL'OPERAZIONE COLOMBA CERCA DI PROTEGGERE PACIFICAMENTE LE VITTIME. I COLONI ISRAELIANI, CON LA COPERTURA DEL GOVERNO, PUNTANO INFATTI ALLA PULIZIA ETNICA. L'INIZIATIVA É DI MEDITERRANEA SAVING HUMANS DI CESENA.

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Domenica 22 settembre al Castello di Sorrivoli  Guy Butavia, israeliano attivista all’interno dell'impegno militante denominato Operazione Colomba che vorrebbe contrastare pacificamente la pulizia etnica ai danni dei palestinesi della Cisgiordania, ha illustrato con filmati il  campionario di angherie e crudeltà utilizzate per questo fine  da parte dei coloni israeliani, talvolta militarizzati, e dell'esercito. L'iniziativa è stata promossa dal gruppo cesenate di Mediterranea saving humans. La Cisgiordania, che i ministri ultra-ortodossi della compagine di Netanyahu chiamano biblicamente Giudea e Samaria, già da tempo sta subendo le malefatte di un'urbanistica, chiamiamolo cosi, che punta ad interrompere la continuità e l’osmosi tra gli insediamenti palestinesi. Ebbene, dopo il 7 ottobre questa frammentazione si è trasformata in chiusure vere e proprie che impediscono agli abitanti dei villaggi di muoversi liberamente per lavoro e anche studio.  La proprietà privata ...

UN SI FESTIVAL 2024 A SAVIGNANO SUL RUBICONE IN LINEA CON LA SUA TRENTENNALE STORIA. UNA RASSEGNA CHE RESTITUISCE INTERROGATIVI PIÙ CHE CELEBRAZIONI. E CI PORTA LA DOVE IL MALE DI VIVERE SI ESPRIME NELLE FORME CONTEMPORANEE VICINE E LONTANE

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Quest’anno, trentatreesima edizione, il Si Festival di Savignano al Rubicone ha ritrovato buona parte della sua identità e vocazione: riassegnando alla fotografica il suo ruolo primario oltre che diffuso nella cittadina, restituendo a piazza Borghesi l’ epicentro della manifestazione ed anche evitando improbabili commistioni con altri generi, tipo musica. Il rito, nella prima serata, quella di sabato 14 settembre (il festival durerà fino al 29) della fotografa (o insomma quello che era) che affida al fuoco una ad una le foto dell’archivio fotografico del padre ha espresso un momento di particolare significatività di una rassegna che non rincorre affatto certezze, soste, sicurezze. Tolti gli spazi dedicati ad inediti e altro di Marco Pesaresi, il cui archivio è stato donato dalla famiglia a Savignano, e a Silvia Camporesi, con una mostra antologia, alcune foto dell’alluvione del 2023 comprese, all’interno della chiesa del suffragio, nei vari spazi minimalisti soliti, dalla scuola Giulio...

AL FERRARA BUSKERS FESTIVAL LA STORIA DI UNA MUSICISTA INNAMORATA DELLA STRADA COME LUOGO DI CONOSCENZA E CRESCITA. UN LIBRO RACCONTA IL PERCORSO ESISTENZIALE CHE HA PORTATO LA SASSOFONISTA FLOR GOLDSTEIN A VEDERE NEL BUSKING LA PROPRIA VOCAZIONE

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Busker si diventa e lo racconta una artista di strada del Ferrara Buskers Festival nel suo libro intitolato Dalla strada, tradotto dallo spagnolo da Angelo Giordano e presentato al Ferrara dall’autrice stessa. Che è sassofonista e nei giorni dal 21 al 25 agosto nel crocevia dei corsi Ercole d’Este e Biagio Rossetti, non lontano dal castello estense, si è esibita all’interno del sestetto ispanico degli Arajuezzjazzband. Il messaggio del libro è che ad esibirti sulla strada col tuo strumento e la tua voce può condurti  la vita stessa. E nient’affatto come rimedio. Bensì come vittoria e conquista. Per Flor il busking è stato l’arrivo di un percorso di uscita dal dolore e di ricerca di sé. Intermettendo la narrazione con brani del sassofono, Flor lo ha raccontato questo percorso, che partendo  da un “terreno vuoto”, da “rovine”, da un “niente”,   l’ha condotta a capire   “che la mia ricchezza era il mondo, che era lì sulla strada”. Dove Flor ha cominciato a suonare ...

UN FERRARA BUSKERS FESTIVAL 2024 A PAGAMENTO (11 EURO) E DISLOCATO SUONA COME UNA CONTRADDIZIONE. È ANCORA BUSKER? C’È CHI DICE DI NO

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Giacomo, 25 anni, busker ferrarese a tempo pieno, suona Bach col violino dentro la navata dell’ingresso del Castello Estense in questa mattina del terzo giorno del Ferrara Buskers Festival e piace a chi entra ed esce dal cortile del maniero. Tanto che la custodia  dello strumento è bella piena di monetine e pure bigliettoni. Ebbene, Giacomo mi risponde che in Corso Ercole d’Este e in Corso Biagio Rossetti, il cardo e il decumano della cittadella nella quale gli organizzatori hanno collocato la trentasettesima edizione della celeberrima rassegna dei musicisti di strada, non ci andrebbe mai. “Non è busker quella roba lì” sentenzia evidentemente molto grato per essere stato interpellato sull’argomento e potersi sfogare un po’.  Il cambiamento in effetti non può non far discutere. Busking è musica di strada, è improvvisazione, libertà, socialità, e inscatolare l’arte in un crocevia, per quanto di impareggiabile fascino, con   biglietto d’ingresso (11 euro), controllo di borse...

LA VITA ACCANTO DI MARCO TULLIO GIORDANA, MELODRAMMA FAMILIARE, TRAVAGLIO DEL NON DETTO E DEL DISVELAMENTO AL FESTIVAL DI LOCARNO IN PRIMA ASSOLUTA OGGI 12 AGOSTO 2024. NELLE SALE (ANCHE IN ROMAGNA) IL 22 AGOSTO.

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MARCO TULLIO GIORDANA Una macchia per Marco Tullio Giordana non è per sempre. Questo il messaggio che sembrerebbe nutrire il suo ultimo film La vita accanto, tratto dall'omonimo romanzo, presentato oggi 12 agosto in anteprima al Festival di Locarno. Uscirà nelle sale il 22 c.m. (es. Astoria  di Forlì). Ma è quel "non per sempre" che lascia perplessi. Rebecca rivela questa macchia rossastra sul viso (vistoso angioma) appena uscita dal ventre di Maria, la madre (Valentina  Bellè). Che non la prende bene, ma, scopriremo, non tanto o comunque non solo per l'imperfezione. C'è dell'altro in quel benestante nucleo composto da Rebecca, Maria, Osvaldo (padre e marito) e... Erminia, sorella di Osvaldo. Il segreto emergerà in tutta l'evidenza, sia pure con le modalità a Giordana più gradite, la collaborazione degli estinti, via via che il dramma approderà al finale rivelatore e Rebecca crescerà in lotta, più ancora che contro il congenito inestetismo, con il non dett...

PERCHÉ LA PRESENZA NEI RANGHI AMMINISTRATIVI E DELLE ISTITUZIONI CIVILI ASSOCIATE ALL'AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITÁ DI AMBIENTALISTI CON FUNZIONI TECNICHE NON HA IMPEDITO ALL'EMILIA-ROMAGNA DI FIGURARE IN TESTA NELLA GRADUATORIA DEL CONSUMO DEL SUOLO? RISPOSTA: OGGI IL PRESIDENTE DELL'EMILIA-ROMAGNA BLOCCA, A SEGUITO DEI DISASTRI CAUSATI DALL'ALLUVIONE DEL MAGGIO 2023, NUOVE E DA TEMPO CONTESTATE URBANIZZAZIONI E ANNUNCIA LA NECESSITÁ DI CAMBIARE ROTTA NELLE PREVISIONI EDIFICATORIE, MA IERI ERA PROPRIO LA POLITICA CHE MINAVA DIVIETI E LIMITI EDIFICATORI IN SPAZI SCONSIGLIATI E IL TEORICO FRENO DELLA LEGGE URBANISTICA REGIONALE SUL CONSUMO DEL SUOLO DEPOTENZIANDO L'AZIONE DEL CONSORZIO DI BONIFICA E SOPRATTUTTO DELL'AUTORITÁ DI BACINO E DIMENTICANDO IL RUOLO CENTRALE DELLA COLLINA E DELLA MONTAGNA, LE CUI FERITE PERALTRO RESTANO ANCORA OVUNQUE VISIBILI, NELLA GESTIONE DELL'ASSETTO IDROGEOLOGICO REGIONALE

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Cesena, area ex-zuccherificio presso il Savio Tanta costruttiva presenza ambientalista negli organi politici, amministrativi e della società civile dell'Emilia Romagna non ha impedito  alla regione , all'indomani dell'alluvione del maggio 2023, di essere imputata, pur riconoscendo l’attenuante dell’eccezionalità dell’evento meteorologico, per il consumo di suolo, oltre che per l’insufficiente cura dei suoi crinali a ridosso della pianura e per avere  costruito o intender costruire in aree inadatte . Aree magari allagate durante il disastro. In particolare, istituzioni regionali quali il Consorzio di bonifica e l'Autorità di bacino sono accusate di aver deragliato rispetto ai propri compiti per eccesso di sottomissione alla politica. La stessa  volontà del presidente della regione Stefano Bonaccini di bloccare edificazioni contestatissime da un certo mondo ambientalista  nel faentino e a Castel Bolognese, annunciando contestualmen...

LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI NELL'INCONTRO SULLA COLLINA PRIMA E DOPO L'ALLUVIONE DEL MAGGIO 2023 INTITOLATO "RILIEVI" PRESSO LA SEDE DELLA SOCIETÁ AGRICOLA ORTICÁ A SORRIVOLI. POCHI SOLDI E TANTO DISINTERESSE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI REGIONALI CHE DI COLLINA DOVREBBERO OCCUPARSI: DALL'AUTORITÁ DI BACINO AL CONSORZIO DI BONIFICA PER FINIRE AGLI UFFICI PREPOSTI ALL'AGRICOLTURA. ANCHE DOPO L'ALLUVIONE IN COLLINA SOLO RATTOPPI. GLI INTERVENTI PREVENTIVI VANNO TUTTI ALLA PIANURA ANCHE SE É ASSODATO CHE L'ALLUVIONE DEL MAGGIO 2023 É STATA DETERMINATA DALLA PIOGGIA FUORI SCALA CADUTA IN COLLINA. CHE NON TRATTIENE PIU' LE ACQUE.

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Severo j'accuse domenica 18 febbraio a Sorrivoli negli spazi di OrtiC à Lab, base operativa della societ à agricola omonima di Martina e Carlo Enrico, agricoltori bio, per parlare di collina e cambiamento del clima. Da Andrea Fantini, autore di Un autunno caldo: Crisi ecologica, emergenza climatica e altre catastrofi innaturali, da Andrea Benini del Servizio Tecnico di Bacino della Romagna e da Gabriele Antonini dell’Osservatorio clima di Arpae non solo s'è udito l’annuncio (Antonini) che riguardo alla temperatura media del pianeta rispetto all’età preindustriale l’obiettivo di stare sotto il grado e mezzo in più “è gi à morto”, mentre il successivo dei due gradi ”è sul letto di morte”. Anche, anzi soprattutto, da parte di Benini e Antonini viene criticata tutta l’azione regionale dell’Emilia - Romagna prima e dopo l’alluvione del maggio 2023. Cominciando dal prevalente focus sulla pianura nella corsa ai ripari contro simili guai futuri...

VISITA AL PAESE DELLE DIVISIONI O DEL DOPPIO FATE VOI: MONDAINO, NEL RIMINESE. DUE I DIALETTI, DUE GLI ANTICHI SIGNORI, DUE LE CHIESE ANTAGONISTE, EBREI E CRISTIANI CHE SI AVVICENDARONO NELLO STESSO EDIFICIO CHE OGGI ACCOGLIE IL TURISTA CON L'IMPRESA DI PRODOTTI TIPICI, A COMINCIARE DAL FORMAGGIO DI FOSSA, DEL "MULINO DELLE FOSSE DELLA PORTA DI SOTTO" DEI FIGLI DI ANGELO CHIARETTI, DOPPIO PURE LUI NEL SUO RUOLO DI GUIDA TURISTICA IN ABITI DANTESCHI E PROMOTER DELL' ATTIVITÁ CONDOTTA DAI FIGLI.

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A Mondaino, 1400 abitanti, provincia di Rimini, incontri Dante che ti guida a comprendere il Genius loci  di questo paese tra Romagna e Marche. Paese diviso o doppio... largo alle preferenze, perché ospitò Guelfi e Ghibellini, oscillò tra Montefeltro e Malatesta, i suoi abitanti amano definirsi marchignoli, i dialetti sono due e pure oggi vi si combatte una moderna guerra di religione secondo quanto attesta Angelo Chiaretti, vestito in abiti danteschi e già docente ad Urbino oltre che egli stesso duplice in quanto romagnolo di nascita e marchigiano d'elezione e  nostra guida sabato 17 febbraio 2024 in questa estrema Romagna guidati da Gianni Giunchi all'insegna del suo progetto intitolato Luogo che salva la bellezza... Dopo averci condotto dalla circolare piazza Maggiore fino al crinale da cui, a dire del nostro Dante, discendendo si va nelle Marche e salendo in Romagna, ci viene infatti narrato di due chiese di Mondaino in guerra. Quella romagnola di San Michele Arcangelo e q...

“PER NON DIMENTICARE…” È IL TITOLO DELLA MOSTRA DEI VENTI QUADRI ISPIRATI AL DRAMMA DELLO SHOAH CREATI DAL CESENATE ANTONIO DAL MUTO ED ESPOSTI AL PALAZZO BELLINI DI COMACCHIO PER L’OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA (27 GENNAIO 2024). DONATI DALL’ARTISTA ALL'ANPI DELLA CITTADINA LAGUNARE ANNI FA E PER UN PO’ RIMASTI INUTILIZZATI, L'ASSOCIAZIONE DEI PARTIGIANI IN COLLABORAZIONE COL COMUNE QUEST’ANNO LI HA RECUPERATI PER UNA PERSONALE DEL MAESTRO OTTIMAMENTE ALLESTITA IN QUANTO CAPACE DI RESTITUIRE A QUESTE ORIGINALISSIME OPERE TUTTA LA LORO FORZA ESPRESSIVA E COMUNICATIVA. FINO AL 17 FEBBRAIO TUTTI I GIORNI DOMENICA ESCLUSA.

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Le venti opere ispirate dalla Shoah del cesenate Antonio Dal Muto, pittore, storico e graphic novelist, e donate anni addietro dall'autore all'Anpi di Comacchio, sono in mostra fino al 17 febbraio a Palazzo Bellini della cittadina lagunare. Sono quadri, dice l'artista, nati quasi un ventennio fa dal lavoro di una mese per puro impulso emotivo. Dal Muto non ha mai visitato un campo di sterminio, ma è come se non ne avesse avuta la necessità. Non è la vista che nutre queste immagini, ma la profonda condivisione della pena patita ormai ottant'anni fa da esseri umani degradati, annichiliti, deformati e uccisi dalla crudeltà nazi-fascista.  A cui Dal Muto ha fornito voce attraverso la violenza dei contrasti forti di colori e forme combinati con l'espressività dei volti, degli occhi e delle pose.  Sono quadri parlanti che lasciano il segno anche grazie all'ottimo, invidiabile, allestimento. Affrontano infatti il visitatore emergendo da un buio che li accende. Con tutt...

LO SPAZIO PINO DANIELE LIVE A NAPOLI, INGRESSO 20 EURO, CI RESTITUISCE L'ARTISTA DI IO SO' PAZZO CON GLI OGGETTI, DALLE CHITARRE AGLI AMPLIFICATORI ALLA SALA DI REGISTRAZIONE AL COMPLETO. É UN'IMMERSIONE NEL MONDO ARTISTICO E NELLA CARRIERA DI QUESTA FIGURA UNICA E FONDAMENTALE DEL POP ITALIANO E INTERNAZIONALE, DI CUI IL QUATTRO GENNAIO RICORRE IL GIORNO DELLA MORTE AVVENUTA NOVE ANNI FA E CHE DELLA NAPOLETANITÁ COSTITUISCE UN INTERPRETE IMPRESCINDIBILE

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Una puntata turistica a Napoli potrebbe senza dubbio includere la visita al Pino Daniele Alive, in particolare in questi giorni in cui cade la data della morte (4 gennaio 2024) del musicista e cantautore (questa era la successione dei titoli a lui preferita) napoletano. Se non fosse che  di sicuro non incoraggia  l'esosità dei 20 euro richiesti  alla fine del percorso e  malamente etichettati come “donazione liberale” senza però che tale cifra sia espressa nero su bianco da alcuna parte, neppure nel sito della fondazione. Ma un giro, previo appuntamento ( 340 806 2908) in via Depretis 130, al secondo piano del Sum (Stati Uniti del Mondo) in questo memorial di un artista così significativo per la musica pop e in specifico per il blues, non delude. Ci sono le sue chitarre, l o strumento, il suo, che acquistò in gran quantità, ciascuna particolarissima. Anche quelle con tacche visive per un Pino ormai alla fine e quasi ridotto alla cecità. Alcune furono rubate nel giorn...