REHMAT DI GURVINDER SINGH IN PREMIERE A LOCARNO 2026 È UN DOCUFILM CHE ATTUALIZZA NEL PUNJAB DI OGGI I RACCONTI DELLA SCRITTRICE PUNJABI AJEET COUR, VITTIMA NEL '47 DELLA PARTITION, LA DIVISIONE DELLA REGIONE TRA PAKISTAN (MUSULMANO) E INDIA (INDU E SIKH), PERCHÉ COSTRETTA CON LA FAMIGLIA A TRASFERIRSI DA LAHORE A DELHI. TRE STORIE COLLEGATE INTERLACCIATE DAL FILO SOTTILE DI PERSONAGGI CHE IN FORME DIVERSE, DETERMINATE DAL TEMPO CHE PASSA RICOMPAIONO. STORIE NUTRITE DI DOLORE E, APPUNTO, REHMAT, COMPASSIONE, MA ANCHE UN CLASSICO FILM LOCARNESE DEL RITORNO, DEL DESIDERIO DI RICUCIRE FERITE PERSONALI E STORICHE NELLA TERRA DELLE PROPRIE RADICI SPEZZATE.
Rehmat di Gurvinder Singh nel grande sguardo geopolitico di Locarno 2026 torna alla ferita aperta della Partition del Punjab indiano-pakistano, uno dei muri del mondo e della storia, in quanto nel 1947 gli inglesi divisero quella terra tra maggioranza musulmana (Pakistan) e indù e sikh (India) con seguito di milioni di migranti da una parte e dall’altra, violenze in odore di genocidio e sostanziale impoverimento per tutti. Ne fu vitttma Ajeet Cour, scrittrice indiana in lingua punjabi costretta al trasferimento da Lahore a Delhi con la famiglia e autrice di romanzi e novelle da cui Rehmat, parola di lontana origine araba che significa compassione, ha tratto spunto con un trittico di storie attualizzate nel Punjab di oggi e tra loro interlacciate pur trattando ciascuna temi diversi. L’ultima in particolare racconta dell’anziano e malato Rashid ( Naseeruddin Shah, miglior attore a Venezia nel 1984) che da Manchester, dove ha vissuto essendosi trasferito in Inghilterra pr...