BARNI DI MOHAMMED SHEIKH, LUNGOMETRAGGIO DEL 2025 PRESENTATO A LOCARNO 2026 NELLA SEZIONE OPEN DOORS, È UNA STORIA 'HOLLIBOODIANA' AMBIENTATA IN SOMALIA. I PROTAGONISTI, DUE RAGAZZI E UNA GIOVANE DICIASSETTE-DICIANNOVENNI, SI RECANO DAL VILLAGGIO ALLA CITTÀ PER RECUPERARE BARNI, BANBINA DI NOVE ANNI PARECCHIO MONELLA. NELLA RICERCA PIENA DI TRAVERSIE E COINCIDENZE A VOLTE SFORTUNATE A VOLTE MENO MATURA IL LORO INGRESSO NELLA COMUNITÀ DEGLI ADULTI
INTERNATIO

INTERNATIONA
Barni, titolo del film di Mohammed Sheikh (2025) presentato nella sezione Open doors di Locarno 2026, è il nome di una bambina di nove anni, che sparisce durante il matrimonio di una giovane del villaggio (siamo in Somalia, anche se il film è stato girato a Gibuti) con uno della città di Saylac. La sorella Amina, 18 anni, non la vuole con sé al matrimonio proprio per la sua fama di combinaguai. Che Barni in effetti conferma anche in quella circostanza, in quanto si caccia dentro un’auto che la trasporterà in città alla fine della cerimonia. Non è una certezza assoluta nella comunità afflitta, tale dinamica. Certo è invece che Barni debba essere ritrovata
Nel corso del dibattito successivo alla proiezione il regista l’ha ammesso chiaro: nel film c’è la lezione del non lontanissimo Bollywood. Amina, la sorella diciottenne, che insieme agli amici Hirsi, 19, e Geedi, 17, parte per Saylac alla ricerca di Barni, si muove, si comporta e perfino reagisce ad una situazione molto rischiosa per lei giovane e avvenente ragazza con una grazia, una eleganza, una compostezza riconducibili a quella griffe cinematografica. E non solo Amina.
Ci sono gli egoisti e gli imbroglioni, i burocrati ottusi e i cattivi, in Barni, ma anche i devoti al dovere. Ci sono il sano pentimento, l’amicizia e pure quel tantino di artificio nella trama, per esempio nella parte della complicata ricerca all’interno della caotica città africana. C’è la suspance. Insomma in Barni non manca una sapiente combinazione di tragico e comico, di realtà e melodramma oltre naturalmente al rispetto dei valori tradizionali propri della cinematografia di Mumbai
Alla fine la storia riesce perfino a commuovere perché chi non farebbe il tifo per quei tre giovani così ingenui, così disarmati, e disarmanti, inviati in missione dalla campagna alla città tra disagi e traversie.
Con un compito preciso, certo: recuperare una bambina del villaggio. Anche però, volontà del regista, per superare una sorta di prova di iniziazione. Per diventare adulti…
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