ARMONY, SECONDO FILM IN PIAZZA GRANDE A LOCARNO 2026, È LA STORIA DI UN FELICE INCONTRO TRA UN CINQUANTACINQUENNE PREPENSIONATO E SOLO E UNA BAMBINA, CARLOTTA, CHE LA MADRE GLI AFFIDA DI FATTO PER DILEGUARSI CON UN GIOSTRAIO. È L'INIZIO DI UN GRANDE LEGAME PADRE-FIGLIA E DI UNA FAMIGLIA PER CASO, VERO AGGREGATO DI SOLITUDINI, CHE PARREBBE PROPRIO FUNZIONARE



Armony di Dario Albertini, secondo e unico film italiano in Piazza Grande a Locarno 2026, è la storia di un cinquantacinquenne camionista pre-pensionato (Valerio Mastandrea) che sarebbe stato padre mancato se non avesse incrociato la nipote Carlotta (Aurora Cherchi). Al primo scoprire infatti che la sorella Jenny (Asia Argento) gli ha "scaricato" la figlia per sparire con un rumeno delle giostre subito sfodera le qualità più auspicate in un papà: pazienza, sollecitudine, dialogo. Armony, dopotutto, è da sempre suo soprannome... e anche omen.

Ma in Armony c'è di più di una felice convergenza stellare tra un uomo approdato a quello che sarebbe potuto essere un binario morto della sua vita e una bambina parecchio resiliente e assertiva nonostante l'abbandono. 

La chiave più profonda di lettura la fornisce la citazione tratta da Pier Vittorio Tondelli che appare nei titoli di coda. 

"In fondo mi basta  che abbia qualcuno d'amare, basta un territorio di diffusione d'affetto e sarò sempre salvo".

La piccola Carlotta, l'"amore della mia vita" per la mamma che si dilegua, diventa la forza centripeta di una famiglia molto per caso e queer, ma funzionale.

Il lungo primo piano finale di Mastandrea che la guarda, la vigila e la misura tra compiaciuto, altamente responsabilizzato e, certo, anche in pace con se stesso, mentre questa si svaga sul bagnasciuga, ha i numeri per diventare iconico di una situazione prossima all’ideale.

Nel 2027 nelle nostre sale…

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