Fronte mare, cent'anni di riviera romagnola di Luciano Manuzzi è l'ennesimo docufilm sulla Romagna e la riviera romagnola, ma non racconta e non rivela nulla di nuovo.
Il penultimo è stato quello di Elisabetta Sgarbi: Extraliscio. Punk da balera - Si ballerà finché entra la luce dell'alba (2020), mix di nostalgia famigliare e lancio del trio Moreno il biondo, Mirco Mariani e Mauro Ferrara, che poi avrebbe partecipato a San Remo.
Teneva viva la memoria del massimo interprete della musica delle balere e dei balli folk degli anni ‘60 e ‘70, il mitico Secondo Casadei, ma cercando di trasportarla fuori dal recinto di valzer, polke e mazurke. Extraliscio, appunto. Cioè fuori dal liscio, come mi spiegava la figlia di Secondo, Riccarda Casadei, titolare della casa discografica Casadei Sonora e, insieme a Mirco Casadei, figlio di Raoul, autore di Ciao Mare, esprimente rispettivamente la seconda e la terza generazione della stirpe musicale.
Entrambi, pur custodendo la memoria, hanno cercato di puntare a qualcosa di nuovo. Balamondo di Mirco Casadei, per esempio, tiene viva la storia del padre e del nonno inserendola in un discorso più amplio: ibridandola, accompagnandola con altri sound e altre storie.
Invece Manuzzi, nonostante l'aiuto di Gigi Riva, che è giornalista e quindi più sensibile alla cronaca, resta dentro l’oleografia del liscio, del bagnino simpaticone, della prima volta in riva al mare, della azdora che si inventa cuoca della pensioncina e fa le tagliatelle, dei romagnoli imitati dal mondo intero, della riviera divertimentificio, del carnaio sul bagnasciuga, dell’insostituibile ombrellone se no non è mare.
Si guarda bene non solo dall’intervistare voci anche potenzialmente stonate. Anche, sta attentissimo a non incrociare con la cinepresa fisionomie etniche non omologate. E sta stretto e vigile tra Riccione e Rimini forse per non incappare in qualche ecomostro. Confronti con altre realtà? Spagna? Non sia mai!
Pura promozione? D’accordo, ma la proiezione verso il futuro del brand non può essere rappresentata solo dal sistema di captazione degli undici canali che scaricano a mare a Rimini. Possibile che Manuzzi e Riva non siano riusciti a trovare qualche testimonianza di vacanza moderna anche nella riviera romagnola?
Per esempio Sand Gate a Cesenatico, Beki bay a Bellaria, qualche tentativo di un’offerta giovane e fluida tipo ostello per giovani squattrinati e single avventurosi, il nudismo alla Bassona e, perché no, uno straccio di dibattito sulla riviera del futuro: per esempio quello sulla maggior incidenza delle spiagge libere attrezzate o sul Jova Beach Party (2022) a Marina di Ravenna che tante critiche raccolse dagli ambientalisti. Insomma, il nuovo che avanza, nel bene e nel male…
No, a Manuzzi e Riva piace attirare gente a Rimini e dintorni con presunta paccottiglia storico-identitaria. Per esempio ricordando il Guinness conquistato dalla Romagna con la piadina gigante mai cucinata dalla torre di Babele in su (2015).
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