PALESTINA 36 - QUANDO TUTTO EBBE INIZIO, FILM DI ANNEMARIE JASIR REALIZZATO NEL 2025 E APPRODATO NELLE NOSTRE SALE IN QUESTO SETTEMBRE, NARRA LA RIVOLTA PALESTINESE CONTRO IL DOMINIO COLONIALE INGLESE IMPEGNATO A FAVORIRE L'ARRIVO DEGLI EBREI IN PALESTINA ANCHE A SEGUITO DELLE CRESCENTI PERSECUZIONI IN GERMANIA, MA SULLE TESTE DEI PALESTINESI. IN PRIMIS PRIVATIZZANDO LE LORO TERRE COMUNI. GLI AUTOCTONI INSORGONO MA SONO VITTIME DI UNA REAZIONE FEROCE DI PRETTO STAMPO COLONIALISTA DA PARTE DELL'ESERCITO INGLESE. UNA VICENDA CHE PUÒ ESSERE LETTA COME LA CULLA DI TUTTI I MALI POI SUSSEGUITISI IN QUELLA TERRA SENZA PACE.

YUSUF

Mentre vedi Palestina 36 - Quando tutto ebbe inizio di Anne Marie Jasir, regista di formazione americana, palestinese d’origine, a lungo bandita da Israele e attualmente residente a Haifa, ti scatta immediatamente, fin dalle prime scene, il collegamento di quel numero, 1936, a fatti che in quell’anno ebbero una sorta di epicentro. Fatti figli del nazionalismo montante, del colonialismo atroce e, naturalmente, delle dittature in piena auge. Nel maggio di quell’anno il fascismo concludeva la conquista dell’Etiopia col suo bagaglio di crimini e stragi. Quasi in sincronia iniziava il pronunciamento reazionario e golpista contro la repubblica spagnola che terminerà nell’arco di un biennio con la dittatura di Francisco Franco grazie anche all’aiuto dei fascisti italiani e dell’aviazione del Fuhrer.

Ebbene, nel 1936 scoppia anche l’insurrezione dei palestinesi contro il potere coloniale inglese che a seguito della spinta sionista, del proclama di Balfour e delle persecuzioni in Germania, proteggeva l’arroccamento, l’ampliamento e la moltiplicazione degli insediamenti ebrei in terra palestinese tramite aiuti militari, corruzione, compravendita di forze arabe locali e menzogne annidate dietro auspici di pace e convivenza tra culture e religioni diverse,  quando invece le azioni reali erano solo finalizzate a dividere.
 
E Palestina 36 (2025) nelle nostre sale in questi giorni racconta proprio quell’evento storico culminato nella feroce reazione dei militari inglesi all’opposizione delle popolazioni autoctone, contadini, allevatori e poco di più. Una reazione di stampo prettamente colonialista. Arresti ed esecuzioni sommarie, incursioni e devastazioni nelle abitazioni, incendi e rappresaglie su interi abitati, uccisioni di massa. 

Tutto per contrastare una mobilitazione manifestatasi prima con scioperi pacifici poi con armi ed esplosivi. Ai palestinesi appariva infatti ormai evidente, e ne avrebbero avuto conferma nera su bianco, che le proprie terre comuni confiscate e privatizzate, quelle enclosures d’oltremare, insomma, erano prodromo della volontà degli occupanti di creare tra il Giordano e il Mediterraneo uno Stato nel quale gli ebrei avessero totale giurisdizione. Un esproprio illegittimo, una rapina…

Quello che si scatena quindi tra il fiume e il mare è una delle più classiche guerre contro il colonialismo. Non contro gli ebrei. Comunque contro gli ebrei sì, ma solo indirettamente. Gli ebrei fuggiti dall’Europa, mentre i locali e gli occupanti confliggevano nelle forme più feroci, costruivano intanto i loro mitici kibbutz in sicurezza, perché protetti dai dominatori inglesi. Nel film appaiono solo come sfondo. 

Il tutto recitato da un ottimo cast
: Robert Aramayo nelle vesti del capo delle forze britanniche e Jasmine al Massri in Khuloud Atef, la giornalista che denuncia e poi si schiera coi rivoltosi. E poi Karim Daoud Anaya che interpreta Yusuf, giovane palestinese rientrato in patria e subito unitosi alla lotta armata…

Commenti

Post popolari in questo blog

MENTRE CESENA SI LECCA LE FERITE CAUSATE DALL'ALLUVIONE DEL SAVIO DEL 16-17 MAGGIO I PAESI A MONTE PROGETTANO INSEDIAMENTI PRODUTTIVI IN FASCIA DI RISPETTO DEL FIUME. SOGLIANO AL RUBICONE, ATTRAVERSO LA SUA SOCIETÀ DEL BUSINESS DEI RIFIUTI SOGLIANO AMBIENTE TRASPORTI, VUOLE COSTRUIRE, CON IL BENEPLACITO DI TUTTE LE AUTORITÀ REGIONALI DI SUPERVISIONE, COMPRESO IL SERVIZIO TERRITORIALE E PROTEZIONE CIVILE DI FORLì-CESENA, FINO A 11300 MQ DI SERVIZI, COMMERCIO E ALTRO NELLA SUA FRAZIONE E45 DI BIVIO MONTEGELLI IN AREA ESONDABILE. E LA CEMENTIFICAZIONE DELL'ALVEO CONTINUA... A NORMA DI LEGGE E COME SI FA DA DECENNI

SUSY E GIAMPIERO E L'ESSENZA DEL TANGO PROPRIO NEL GIORNO DI SAN VALENTINO, PERCHÉ, COME DICONO I DUE MAESTRI DELL'ASSOCIAZIONE CESENATE MEDIALUNA, IL TANGO È COMUNICAZIONE GENTILE E QUEL CHE SI FA NEL TANGO LO SI FA IN DUE IN UNA COLLABORAZIONE ARMONICA E MAI IMPERATIVA. IL TANGO NASCE DA UNA FORTE RICERCA DEL PARTNER, MA È ANCHE UNA CARTINA DI TORNASOLE. SE LA COPPIA FUNZIONA LA ESALTA, SE NO SCOPPIA PER UNA SEMPLICE RAGIONE: NEL TANGO DEVI FARE TUTTO INSIEME

IN THE SEA UN DODICENNE PALESTINESE DI RAMALLAH, CISGIORDANIA, SFIDA IL DIVIETO ISRAELIANO DI RAGGIUNGERE E VEDERE IL MARE. NO, NON PROPRIAMENTE UNA SFIDA CONTRO ISRAELE. CONTRO IL DIVIETO. MA NEL SUPERAMENTO DEI POSTI DI BLOCCO COSÌ COME NELL'ATTRAVERSAMENTO DI TEL AVIV INSCENA, VORREMMO DIRE INVOLONTARIAMENTE, CON LA PREPOTENZA DI UN PURO ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA, IL DRAMNA DELL'APARTHEID E DELLA DISCRIMINAZIONE DI UN POPOLO