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IL SEME DEL FICO SACRO (2024) Di MOHAMMAD ROSOULOF È L'ENNESIMA STORIA IRANIANA DI UNA FAMIGLIA CHE COLLASSA SOTTO IL PESO DELLA REPRESSIONE. QUANDO CIOÈ LA FATICA DI SISIFO DI UNA MADRE CHE CERCA DI TENERE FUORI DALLA PORTA LA MINACCIA DEL POTERE TOTALITARIO ANCHE CON DOSI MASSICCE DI COMPROMESSO E IPOCRISIA NON BASTA PIÙ. ED ALLORA È TRAGEDIA.

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Ancora la famiglia in scena nel cinema iraniano. Questa famiglia così normale, monogamicamente solida, ovattata nel suo guanciale di affetto, ottime intenzioni, sopportazione massima all'interno di un potere che parrebbe all'apparenza non riuscire e forse neppure essere intenzionato ad intromettersi nel privato tran tran. E invece non solo lo fa. Addirittura la famiglia iraniana diventa una sorta parafulmine, di scarico a terra, di ammortizzatore della sofferenza di un popolo oppresso dal totalitarismo della repubblica sciita. Regge quanto può, ma se la pressione diventa eccessiva collassa. Che è quanto avviene in Il seme del fico sacro di Mohammad Rasoulof, titolo allusivo appunto di questa sorta di asfissia sociale e di avvelenamento dei pozzi delle relazioni più intime che un regime oppressivo e all'occorrenza, come nel caso delle proteste di Donna vita libertà successive all'uccisione della giovane Amini, violento condanna da decenni un popolo. Che, come dice una de...

IL RIFIUTO DELLA MATERNITÀ IN AMATA (2025) DELLA GIOVANE PROTAGONISTA, NUNZIA, INTERPRETATA DA TECLA INSOLIA COMPLETA CON MATILDE DI CINQUE SECONDI E MARTA DI TRE CIOTOLE UN TRIS, USCITO NELLE SALE IN QUESTO FINE 2025, DI DONNE NON FACILI. SPIGOLOSE, INCLINI A GESTI ANCHE FUORI DALLE RIGHE. NUNZIA NEGA LA MATERNITÀ, POTREMMO DIRE, A 360°, MARTA SI APRE AGLI ALTRI E ALLA VITA SOLO IN FACCIA ALLA PROPRIA FINE. MATILDE FA COSE UN PO' MATTE PRIMA DI ACCETTARE DI AVERE ANCHE LEI BISOGNO DI AIUTO

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TECLA INSOLIA Il rifiuto della maternità non è un tema nuovo nel cinema. Petites di Julie Lerat-Gersant uscito a  Locarno 2022 , in Italia con l’aggiunta La vita che vorrei… per te , narra appunto di una adolescente per la quale di fare da madre non ce n’è proprio. È una little one, appunto, col fidanzatino che va sullo skate o robe così.  La protagonista di Amata (2025) di Elisa Amoruso , però,  la diciannovenne Nunzia ( Tecla Insolia ) sta sulla stessa linea al cubo perché del diventare madre respinge con metodica determinazione tutto ma proprio tutto. Dal concepimento al suo naturale evolversi fino alla varia foresta di relazioni dentro cui la maternità fiorisce e di cui si nutre. Un mondo, il suo, di una giovane centrata solo su se stessa. Manco dirlo allontana il giovane partner, probabile padre. Alla madre affettuosamente lontana, nella Sicilia da cui proviene (la storia si svolge a Roma ) basta nascondere il fatto e non far vedere la pancia che cresce. Intanto fu...

IL 9 DICEMBRE 1974, CINQUANT'ANNI FA, NASCEVA PIPPA BACCA, L'ARTISTA MILANESE UCCISA A TRENTATRE ANNI IN TURCHIA DURANTE IL SUO VIAGGIO IN AUTOSTOP VESTITA DA SPOSA ATTRAVERSO UNDICI PAESI TUTTI IN QUALCHE MODO INTERESSATI DA VICENDE DI GUERRA. PORTAVA UN MESSAGGIO ESTREMO DI PACE NEL MODO SUO TIPICO: CREANDO, PROVOCANDO, SFIDANDO. LA SCELTA DELL'AUTOSTOP, EREDITATA DALLA FAMIGLIA, ESPRIMEVA LA VOLONTÁ DI AFFERMARE UNA ESTREMA FIDUCIA NEL PROSSIMO

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Il 9 dicembre di 50 anni fa nasceva Pippa Bacca, la trentatreenne artista milanese uccisa l'8 marzo 2008 a pochi km da Istambul da Murat Karatash mentre attraversava uno degli undici paesi interessati in qualche modo dalla guerra del suo Brides on tour. Era infatti vestita da sposa: undici veli quanti i paesi, tacchi a spillo e in autostop.  Arte e vita il suo destino. Il viaggio era un messaggio di pace nel modo suo: creativo e provocatorio. Come tutto ciò che riguardava la sua esistenza. Non ultime le sue opere d'arte: foto di chi le offriva un passaggio trasformate in mezzi di trasporto, foglie di fico che diventano foglie di altro albero, una festa di compleanno dei nati nel suo giorno (presidente della repubblica Ciampi compreso e invitato), la fondazione del Coniglio rosa, l'alter ego Eva Adamovich ecc. Il Ferrara Buskers festival quest'estate le ha dedicato una performance di lettura e musica. Brani, circostanze aneddoti pensieri di questa illustre vittima di fem...

VISITA DEL TEATRO COMUNALE DI CARPI. UN’ESPERIENZA UNICA GRAZIE A SARA E RICCARDO CONOSCITORI IN OGNI DETTAGLIO DELL'EDIFICIO E DEL SUO FUNZIONAMENTO. DI CUI CI HANNO SVELATO OGNI SEGRETO DI QUELLA COMPLICATA MACCHINA CHE È UN TEATRO LIRICO

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Conoscere un teatro da  cima a fondo. Il teatro comunale a Carpi, Modena, nel corso della Festa del Racconto 2024. Una visita guidata dalla bravissima e generosa Sara, attrice oltre che attiva nello staff da un quarto di secolo, ma anche da Riccardo, giovane tecnico di quella complicata macchina che è un teatro lirico, ci ha aperto i segreti di un edificio realizzato da Claudio Rossi ed inaugurato nel 1861. Come spesso i teatri si presenta composto e austero all’esterno per via dello stile neoclassico quasi a voler nascondere le proprie bellezze. L’interno è poi una collana di sorprese. E grazie a Sara e Riccardo nessuna ci è stata negata. Non si sono accontentati, i due, di guidarci fino nella platea dopo essere passati per il foyer e il ridotto. La contemplazione del soffitto affrescato come tutte le decorazioni dei loggioni da Giuseppe Ugolini già da sola meriterebbe la visita. Riproduce le quattro arti legate al teatro, commedia, tragedia, danza e musica, nelle fattezze di bell...

IN IL GIARDINO DI ALI, SECONDO ROMANZO DI GIUSEPPE CONTI CALABRESE, UN SUFI EGIZIANO APPRODA A VILLA HECH, IMMAGINARIA RESIDENZA NOBILE SUL LAGO DI COMO, LA CUI PROPRIETARIA É CECILIA RIVA, ULTIMA RAMPOLLA DI UNA DINASTIA DI INDUSTRIALI DELLA SETA. NASCE UNA STORIA D'AMORE IL CUI PRIMO FRUTTO É LA REALIZZAZIONE DI UN GIARDINO ISLAMICO, LUOGO MISTICO DI UN AVVICINAMENTO A DIO CHE ALI MANSOUR, ARCHITETTO E APPASSIONATO IDEALISTA, PERSEGUE IN OGNI ASPETTO DELLA VITA. ANCHE NELL'ANELITO AL DIALOGO INTER-RELIGIOSO COL CRISTIANESIMO E, NELLA TEMPERIE DELLA PRIMAVERA ARABA DEL 2011, AD UN DESTINO DIVERSO PER IL SUO PAESE DALL' AUTORITARISMO E DALL'INGIUSTIZIA

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Parliamo di religione musulmana? Di islam? Tutto sommato la cronaca invoglia poco. Ci costringe invece ad allargare il focus sul Allahu Akbar il secondo romanzo di Giuseppe Conti Calabrese, Il giardino di Ali, Castelvecchi, 2024. Dopo il primo ambientato a Milano, il narratore milanese ci conduce infatti all'inizio sulle rive del lago di Como in faccia a Bellagio e in una immaginaria villa Hech, gioiello neorinascimentale e nido lussuoso di Cecilia, ultima rampolla di una dinastia di industriali della seta, e di Riccardo, fascinoso buyer e marito. Da qui però prende il volo nella geografia e nel pensiero. Perché a villa Hech, per traversie varie, ma in fondo proprio perché Allah è grande e in lui sta tutto il bene e il male del mondo, approda Ali Mansour, un sufi. Dall’Egitto. Non è un migrante. Semmai un profugo. Ali è di ottima famiglia e studi solidi di architettura al Cairo e a Firenze. Mai descritto eppure certamente infuso della bellez...

LE MALEFATTE, LE ANGHERIE E LA PERFIDIA PERPETRATE AI DANNI DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE DELLA CISGIORDANIA DA PARTE DEI COLONI ISRAELIANI E SOSTANZIALMENTE DAL GOVERNO NETANYAHU SONO STATE ILLUSTRATE DOMENICA 22 SETTEMBRE AL CASTELLO DI SORRIVOLI DAL MILITANTE ISRAELIANO GUY BUTAVIA CHE ALL'INTERNO DELL'OPERAZIONE COLOMBA CERCA DI PROTEGGERE PACIFICAMENTE LE VITTIME. I COLONI ISRAELIANI, CON LA COPERTURA DEL GOVERNO, PUNTANO INFATTI ALLA PULIZIA ETNICA. L'INIZIATIVA É DI MEDITERRANEA SAVING HUMANS DI CESENA.

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Domenica 22 settembre al Castello di Sorrivoli  Guy Butavia, israeliano attivista all’interno dell'impegno militante denominato Operazione Colomba che vorrebbe contrastare pacificamente la pulizia etnica ai danni dei palestinesi della Cisgiordania, ha illustrato con filmati il  campionario di angherie e crudeltà utilizzate per questo fine  da parte dei coloni israeliani, talvolta militarizzati, e dell'esercito. L'iniziativa è stata promossa dal gruppo cesenate di Mediterranea saving humans. La Cisgiordania, che i ministri ultra-ortodossi della compagine di Netanyahu chiamano biblicamente Giudea e Samaria, già da tempo sta subendo le malefatte di un'urbanistica, chiamiamolo cosi, che punta ad interrompere la continuità e l’osmosi tra gli insediamenti palestinesi. Ebbene, dopo il 7 ottobre questa frammentazione si è trasformata in chiusure vere e proprie che impediscono agli abitanti dei villaggi di muoversi liberamente per lavoro e anche studio.  La proprietà privata ...

UN SI FESTIVAL 2024 A SAVIGNANO SUL RUBICONE IN LINEA CON LA SUA TRENTENNALE STORIA. UNA RASSEGNA CHE RESTITUISCE INTERROGATIVI PIÙ CHE CELEBRAZIONI. E CI PORTA LA DOVE IL MALE DI VIVERE SI ESPRIME NELLE FORME CONTEMPORANEE VICINE E LONTANE

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Quest’anno, trentatreesima edizione, il Si Festival di Savignano al Rubicone ha ritrovato buona parte della sua identità e vocazione: riassegnando alla fotografica il suo ruolo primario oltre che diffuso nella cittadina, restituendo a piazza Borghesi l’ epicentro della manifestazione ed anche evitando improbabili commistioni con altri generi, tipo musica. Il rito, nella prima serata, quella di sabato 14 settembre (il festival durerà fino al 29) della fotografa (o insomma quello che era) che affida al fuoco una ad una le foto dell’archivio fotografico del padre ha espresso un momento di particolare significatività di una rassegna che non rincorre affatto certezze, soste, sicurezze. Tolti gli spazi dedicati ad inediti e altro di Marco Pesaresi, il cui archivio è stato donato dalla famiglia a Savignano, e a Silvia Camporesi, con una mostra antologia, alcune foto dell’alluvione del 2023 comprese, all’interno della chiesa del suffragio, nei vari spazi minimalisti soliti, dalla scuola Giulio...