Quest’anno i giovani del liceo artistico Caravaggio di Milano sono cresciuti dal punto di vista dell’efficacia del messaggio. Vanno infatti diritto al punto nei tradizionali murales del rione Vittoria di questo 2026 di guerra mondiale a pezzi ormai senza freni e, anzi, rivendicata come una medicina. Mentre l’allarme clima si fa sempre più ultimativo.
Zerotolleranti rispetto a distrazioni di colori, simboli e orpelli vari, gli studenti del liceo artistico sembrano dire quest’anno: cari autocrati bellicosi della terra, cari afoni leader delle democrazie, state sfasciando il mondo, ma non crediate che, siccome la nostra è la stagione delle mele, affacciandoci romanticamente alla finestra non vediamo i massacri di civili e innocenti, il genocidio in corso, il clima cacciato in fondo alle priorità e i crescenti investimenti per la Guerra che chiamate Difesa.
Per noi pace, giustizia e sostenibilità non sono solo politica politicante: per noi sono sopravvivenza, vita, speranza.
Che è anche la ragione per cui, nonostante il greenwashing con cui ci inondate, non capiamo perché mai in città come Sesto e Milano debbano comandare gli immobiliaristi, si facciano costruire palazzi nei cortili e si tirino su grattacieli con un semplice permesso di costruire.
Signori, abbiamo gli occhi aperti e poco di quel che fate ci piace.

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