IL DOCUFILM IL POSTO SOSPESO DI MANUEL ZANI SU MONTETIFFI, VISTO AL VICTOR DI CESENA, CI INDUCE A RIFLETTERE SU LOCALITÀ APPENNINICHE CARICHE DI POESIA E DI UMANITÁ CHE LA PANDEMIA E LO SMART WORKING HANNO RIPORTATO, PER UN PO', ALL'ATTENZIONE, MA TRASCURA IL PROBLEMA DEL LORO FUTURO CHE NON PUÓ ESSERE AFFIDATO SOLO A SCELTE INDIVIDUALI. NECESSITA DI UN PROGETTO TERRITORIALE CONDIVISO E PARTECIPATO SE NO SONO SOLO FUGA, MORTE, MEMORIA FINE A SE STESSA E NOBILE RESILIENZA. SE NON CONFLITTI.

Manuel Zani, Il posto sospeso, 2021

Il docu-film Il posto sospeso di Manuel Zani, proposto dal Victor di San Vittore, Cesena, il 16 gennaio, ha il merito di portare al centro dell'attenzione, con sapienza cinematografica e fotografica, e autenticità dei protagonisti, un luogo periferico: Montetiffi, Valleuso, colline profonde della Romagna alle spalle di Santarcangelo di Romagna; quanto a noi, ci induce a due riflessioni e ad una indicazione per il futuro di queste località precipitate demograficamente.

La prima riflessione, come suggerito dal filmato e poi dal dibattito successivo, è che posti lontani dalle grandi e medie arterie di comunicazione possono diventare perfetti per chiunque intenda legare ad uno di essi la propria vita. Tanto in nome di un'esistenza diversamente umana, quanto per un'ispirazione quale che sia magari collegata in qualche modo al genius loci: riguardo a Montetiffi alla poesia, in quanto il borgo fu culla del poeta Venanzio Reali, alla libertà in quanto, come osserva il più giovane degli attori del lungometraggio, tutti locali ovviamente, in mezz’ora da lì vai dove vuoi” (nel suo caso con l’Ape Piaggio), all'artigianato con le celebri teglie di Montetiffi realizzate con l'argilla dei dintorni. Altro ancora potrà arrivare o già c'è: largo alla fantasia.

Questo stesso individualismo esistenziale, però, non necessariamente produce aggregazione. Può al contrario favorire conflitti come, per esempio, nel non lontano centro di Monteleone, Roncofreddo, dove nobilissime e lecite istanze contrapposte hanno prodotto disgregazione e scontri all’interno di una comunità altrettante sparuta. Ed eccoci di conseguenza all’indicazione, che il film non suggerisce e invece dovrebbe.

Il destino di questi luoghi di grande valenza storica, fascino paesaggistico e umanità basic, oggi, sta solo nella possibilità di essere parte di un progetto territoriale più ampio: per meglio dire dentro la fucina di una identità nuova nutrita dalla partecipazione e dalla condivisione di comuni obbiettivi con realtà limitrofe. Obbiettivi di sviluppo sostenibile, naturalmente. Non certo solo dai contributi regionali per ristrutturare casa in collina o, peggio, dal momento che Montetiffi fa parte del Comune di Sogliano al Rubicone, dagli introiti di una discarica, quella di un altrettanto suggestiva località a pochi km di distanza devastata, come un po' tutta la valle dell'Uso, dagli affsri dei rifiuti.



 

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