PETITES, FILM DI UN ANNO FA PRESENTATO AL FESTIVAL DI LOCARNO FINALMENTE NELLE NOSTRE SALE. SARÀ AL VICTOR DI SAN VITTORE (CESENA) A PARTIRE DAL 28 NOVEMBRE. PROTAGONISTE SONO GIOVANISSIME "MAMME PER CASO". MANCATE E NON. QUELLA DI CAMILLE IN PARTICOLARE, PIACCIA O NO, É UNA STORIA DI CRESCITA. ATTRAVERSO UN INCIDENTE, LA MATERNITÀ PRECOCE, INDESIDERATA E INCONSAPEVOLE. CHE DIVENTA NECESSARIAMENTE ANCHE L'INIZIO DI UN PERCORSO. UN'ESPERIENZA CHE SEGNERÀ NEL BENE E NEL MALE LA VITA DELLA RAGAZZA


Mica facile trovare un perché del sottotitolo assegnato alla edizione italiana di Petites, film uscito a Locarno 2022, tenuto in parcheggio per più di un anno e finalmente proposto in prima visione in Italia a partire da ottobre 2023 e a Cesena dal 28 novembre al 3 dicembre al CineTeatro Victor di San Vittore come terzo e ultimo della IX edizione della rassegna La Grande luce vertente su Cinema e spiritualità. Nell'originale francese dell'opera della regista Julie Lerat-Gersant, non c'è la ridondanza che sta sotto: La vita che vorrei... per te. Giustamente, perché oltre che inutile, se non fuorviante, aggiunge un finalismo, di schietta matrice moralistica nostrana, che il film, figlio della scuola dei Dardenne, non ha. É una tranche de vie cruda e aliena da letture preconfezionate. 

La trama del resto è semplicissima: Camille, 16 anni, adolescente a dir poco assertiva, è incinta e, avendo superato il terzo mese di gravidanza, non può abortire: la deve portare a termine. Vive con la madre pure lei con i suoi deficit e le viene imposto di entrare in un istituto con altre come lei: sia che non intendano tenere il bebè sia che, come Camille, scelgano l'opposto. Nel primo caso sono anche accompagnate nei primi passi di madre: anche per accertarsi  che ne siano minimamente in grado. Nel secondo fino al parto e alla immediata messa in adozione della creatura. Insomma, benvenuti nei disagi e problemi della famiglia mono-nucleare dei tempi d'oggi. Non ultimo quello della maternità precoce.

A Camille, come alle altre, nel suo percorso al parto viene associata una figura di supporto. Non proprio un personaggio di dettaglio. Il cinema francese riserva sempre molto riguardo per le professionalità del mondo educativo: dalla scuola all'assistenza alla famiglia. Non sono mai né macchiette né caricature né idealizzazioni.

Accanto a questa figura Camille nell'istituto compirà infatti un percorso di crescita di tutto rispetto, pur restando una ragazza con zero intenzione di fare la madre così presto. Una diciassettenne con alle spalle un'esperienza che non mancherà di segnarla: nel bene e nel male. Al che siamo al punto di partenza: che c'azzecca con la storia di Camille quel La vita che vorrei... per te, resta un mistero. Questo sì, irrisolto. 

 



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